Sicurezza
tavolo per la pace
«No all’invio di un contingente in Niger»
CECINA. Il Tavolo per la pace nasce con uno sguardo diverso sul mondo, come recita il logo disegnato dagli studenti del Liceo artistico di Cecina, e con l’attenzione rivolta verso un mondo migliore,...
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CECINA. Il Tavolo per la pace nasce con uno sguardo diverso sul mondo, come recita il logo disegnato dagli studenti del Liceo artistico di Cecina, e con l’attenzione rivolta verso un mondo migliore, libero da armi e da oppressioni e ingiustizie. «La recente decisione d’inviare una missione militare in Niger va contro a tutti i nostri principi, morali e statutari», dice il coordinatore della Bassa Val di Cecina Jeff Hoffman.
«Mandare in Niger 500 soldati armati fino ai denti con reparti d’attacco non porterà nessun beneficio alla lotta al traffico di esseri umani, quella che in Libia vede la regia dei capi tribù che il nostro paese ha appena finanziato proprio per la gestione dei migranti come da macellerie messicane mostrate in tv – prosegue –. Non esisterebbe alcun traffico di esseri umani se alcuni stati e alleanze fra stati e multinazionali non aumentassero in modo esponenziale le ingiustizie sociali ed economiche attraverso la finanza ed il controllo agroalimentare e farmaceutico. Se a questo aggiungiamo il marchio di fabbrica delle bombe che vengono lanciate dai sauditi sui civili nello Yemen, il nostro Paese sale nella classifica del male».
Hoffman ricorda le parole del responssabile della Difesa: «Aveva assicurato: “Tutto secondo le leggi”. Quali leggi? Le prime a cui dovremmo far riferimento sono la Costituzione e la Dichiarazione universale dei diritti umani. Anche la Bossi-Fini è una legge ma non per questo è accettabile proprio perché si scontra con la Costituzione e la solidarietà umana. Sono decenni che aumentano le spese militari e che sentiamo parlare di “missioni di pace”, ma quel che vediamo sono civili uccisi e un aumento costante del numero di profughi da troppe parti del mondo».
«Mandare in Niger 500 soldati armati fino ai denti con reparti d’attacco non porterà nessun beneficio alla lotta al traffico di esseri umani, quella che in Libia vede la regia dei capi tribù che il nostro paese ha appena finanziato proprio per la gestione dei migranti come da macellerie messicane mostrate in tv – prosegue –. Non esisterebbe alcun traffico di esseri umani se alcuni stati e alleanze fra stati e multinazionali non aumentassero in modo esponenziale le ingiustizie sociali ed economiche attraverso la finanza ed il controllo agroalimentare e farmaceutico. Se a questo aggiungiamo il marchio di fabbrica delle bombe che vengono lanciate dai sauditi sui civili nello Yemen, il nostro Paese sale nella classifica del male».
Hoffman ricorda le parole del responssabile della Difesa: «Aveva assicurato: “Tutto secondo le leggi”. Quali leggi? Le prime a cui dovremmo far riferimento sono la Costituzione e la Dichiarazione universale dei diritti umani. Anche la Bossi-Fini è una legge ma non per questo è accettabile proprio perché si scontra con la Costituzione e la solidarietà umana. Sono decenni che aumentano le spese militari e che sentiamo parlare di “missioni di pace”, ma quel che vediamo sono civili uccisi e un aumento costante del numero di profughi da troppe parti del mondo».
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