Lutto
Senzatetto chiude la sala d’attesa a Vada e i pendolari aspettano al freddo
Vada, non è un disagio da poco, specialmente alle 6 di mattina, quando i pendolari arrivano alla stazione tovandosi costretti ad attendre il treno sui binari
VADA. Non è un disagio da poco, specialmente in questo periodo in cui le temperature sono rigide. Figuriamoci poi alle 6 di mattina, quando i pendolari arrivano alla stazione di Vada trovandosi costretti ad attenere il treno sui binari, visto che la sala d’attesa è chiusa. Non per questioni strutturali o per un ordine imposto, ma da un senza tetto, che per sopravvivere all’inverno ha scelto la piccola stanzetta per ripararsi. Ma se lui sta al caldo, i pendolari stanno al gelo. «Non è possibile che ogni mattina dobbiamo stare al freddo perché nessuno interviene, come se i problemi alla stazione fossero pochi oltretutto», spiega Alessandro Rosi, uno dei pendolari in questione.
Non è la prima volta che la sala d’attesa viene occupata, per così dire. Tempo fa è stata la volta di una famiglia dell’Est Europa, poi fatta allontanare dalle forze dell’ordine. Una questione che sembrava definitivamente risolta, se non fosse per l’apparizione del senza tetto italiano che da alcune settimana ha fatto propri quegli spazi. «È da ottobre che se ne sta nella sala, chiudendo proprio la porta - continua Rosi - Una volta lo abbiamo visto che cucinava qualcosa all’interno».
Comportamenti che certo non valorizzano la stazione di Vada e la sua sala d’attesa, gestita dalla Pro Loco. «La gestione è impeccabile, nulla da dire, ci tengo a precisarlo - spiega il pendolare - Però qualcuno deve farlo allontanare. Capisco le difficoltà delle forze dell’ordine che non possono essere onnipresenti, ma neanche noi possiamo stare tutte le mattine al freddo prima di andare a lavorare». Rosi arriva alla stazione alle 6.30 di ogni giorno feriale, pronto a salire sul regionale 3102 che lo porta al suo posto di lavoro a Firenze. Un pendolare, insomma, che conosce bene la stazione: i suoi pregi e i suoi difetti. E certo, i secondi non mancano. «Ci sono dei disagi, inutile negarlo: la biglietteria automatica non c’è e i viaggiatori sono costretti a fare il biglietto sul treno - spiega - Poi il monitor non funziona e non possiamo avere idea di quanto ammonti il ritardo. Ma al momento, la nostra priorità è quella di poter aspettare il treno senza patire freddo».
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