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Migliora l’acqua del mare: meno batteri e controlli ok

di Alfredo Faetti
Migliora l’acqua del mare: meno batteri e controlli ok

Il report Arpat sulla balneazione mostra una maggior qualità del litorale nel 2017 Solo due gli sforamenti lo scorso anno, contro i quattro del 2016 e i dieci del 2015

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CECINA. La buona notizia è racchiusa in un passaggio del report, in cui si legge che per quanto riguarda la costa cecinese e rosignanese «le condizioni delle acque marine registrano un certo miglioramento». Tanto è scritto nelle sessanta pagine de “Il controllo delle acque di balneazione stagione 2017”, pubblicate da Arpat con tanto di classificazione delle aree di balneazione. I livelli d’inquinamento sono scesi, gli episodi di contaminazione casuale diminuiti e sebbene una delle aree si stata declassata da “eccellente” a “buona” per un mero calcolo statistico, il quadro d’insieme offre spunti rassicuranti, soprattutto se comparato con il resto del litorale toscano, favorito anche dalla siccità.

«La stagione 2017 è stata caratterizzata da un limitato numero di casi di non conformità, in leggera diminuzione rispetto all’anno scorso, si legge nel report in cui l’Arpat fa il riassunto dell’andamento regionale. Ma questa «leggera diminuzione» generale si riflette perfettamente nel particolare sul territorio, dove i casi di sforamento per tutto il 2017 dei parametri si sono fermati a due: uno al fosso Seggio di Bolgheri, a Castagneto Carducci, e l’altro alla foce del Chioma, a Rosignano. Un trend positivo che segue la scia del 2016, quando i casi di sforamento sono stati quattro sul tratto cecinese, invertendo il declino registrato nel 2015, quando gli sforamenti sono stati una decina. Entrambi i casi del 2017, comunque, sono rientrati in poco tempo nella norma: questi sforamenti infatti sono seguiti a temporali o comunque forti piogge (il 13 settembre a Castagneto e il 15 a Rosignano), che come sempre hanno portato un discreto carico di detriti e reflui fognari fino in mare, alterando i valori delle acque. Ma fatta eccezione di questi due eventi, durante tutta la scorsa estate non sono state ravvisate criticità di nessun tipo e di conseguenza non c’è stato bisogno da parte delle amministrazioni comunali di emanare ordinanze urgenti per il divieto di balneazione. Stesse segnali positivi arrivano anche dall’unico divieto permanente presente sul questo tratto, quello alla foce del Lillatro dove c’è lo scarico dello stabilimento della Solvay: anche qui infatti le acque «non hanno evidenziato, nel 2017, alcun problema microbiologico», con tutti i parametri legati alla presenza di batteri inferiori a 10 (come previsto dalla normativa) per il periodo compreso da aprile a settembre.

Insomma, tirando le somme, «la classificazione delle aree di balneazione di questa parte del litorale livornese mostra un certo miglioramento», sancisce il report dell’Arpat, nella speranza che questi auspici vengano mantenuti nel 2018.

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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