Il Tirreno

Lo trovano ferito vicino al recinto: cucciolo di capriolo salvato dai volontari

Lo trovano ferito vicino al recinto: cucciolo di capriolo salvato dai volontari

L’animale era nella campagna di Castellina Marittima: ora è in cura a Livorno. A preoccupare i veterinari è la frattura di una tibia

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CASTELLINA MARITTIMA . Poco meno di un anno, docile quanto spaventata. La cucciola di capriolo vive un destino sospeso. La prima diagnosi non promette nulla di buono: frattura esposta della tibia. Ed i prossimi giorni saranno decisivi per stabilire le sue possibilità di tornare a correre libera in natura. È stata salvata da morte certa da Vittorio La Manno e Simona Tafani che di primo mattino l’hanno trovata in prossimità della loro proprietà nella campagna di Castellina Marittima. L’animale si era spinta fino al recinto del centro cinofilo Il Gonnellino. Quando i due hanno incrociato il suo sguardo non hanno esitato a contattare Matteo Montagnani del Laboratorio verde di Livorno dell’associazione Fare Ambiente. La cucciola è stata messa in sicurezza, avvolta in un telo e trasferita al Centro di recupero Lipu di Livorno.

«Erano le 7 del mattino quando l’animale è stato visto sofferente a terra – dice Montagnani –. Lo abbiamo subito avvolto in un lenzuolo per tenerlo al caldo e messo al sicuro in attesa di poterlo trasferire a Livorno». Che aggiunge: «Un esemplare giovane con segni compatibili con dei morsi nella zona del collo e purtroppo una zampa completamente bloccata con una ferita aperta da cui si vedeva l’osso».

I tre angeli che hanno dato una speranza alla capriola ferita sono in attesa del responso dai veterinari del Centro di recupero Lipu. Da Livorno per adesso ci si limita a illustrare il quadro clinico dopo la prima visita a cui è stato sottoposto l’animale. «La frattura esposta della tibia non è facile da curare – dicono –. Sarà determinante vedere come evolve il quadro clinico nei prossimi giorni. Comunque proveremo a curarla». E aggiungono: «IL trauma alla zampa è dovuto a un trauma e non a un attacco di predazione. Mentre i segni sul collo sono compatibili con dei morsi ma non sono certo stati provocati da un animale di grossa taglia».

Aver incrociato lo sguardo languido della piccola esemplare di capriolo ha lasciato il segno nei cuori di Vittorio La Manno e Simona Tafani. A riferirlo è il volontario di Fare Ambiente Matteo Montagnani: «Sono consapevoli che la frattura alla zampa è complessa da curare e che l’animale ha poche speranze di poter tornare in libertà – dice –. Per questo sarebbero disponibili ad adottarlo e tenerlo protetto all’interno della loro proprietà in campagna pur di scongiurare l’eventualità che venga soppresso». Uno slancio che tuttavia deve fare i conti con le regole stringenti per le adozioni di animali selvatici. Una procedura tutt’altro che semplice e che in genere è prevista in favore di enti riconosciuti e accreditati presso la Regione Toscana.

Manolo Morandini

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