Sicurezza
I dubbi di Forza Italia: «Lippi si ricandida? Mi pare un po’ presto»
Barabino, capogruppo di Fi, contesta i dati della giunta su bilancio e opere pubbliche. E sul sindaco ironizza: «È passato avanti al suo partito»
CECINA. Riparte dall’ultimo consiglio comunale del 2017 l’affondo alla giunta Lippi da parte di Paolo Barabino. Dalla votazione sul regolamento dell’imposta di soggiorno che ha visto la maggioranza battuta sul punto, «per la prima volta almeno negli ultimi otto anni», sottolinea il capogruppo di Forza Italia. Barabino vuole replicare al bilancio di fine anno che il sindaco di Cecina e la sua giunta hanno tracciato, ed è una replica frontale. «Samuele Lippi ha dichiarato al Tirreno che si ricandiderà a sindaco nel 2019 - ironizza -: sicuramente ha battuto tutti sul tempo. Ma è una dichiarazione anomala, perché un sindaco non si autocandida ma lo candidano. Forse è passato avanti al Pd, oppure pensa a una lista civica. Oppure è insicuro proprio per quello che è successo in consiglio».
Il bilancio e le opere pubbliche. Lippi e la sua giunta hanno presentato un bilancio con 13 milioni di opere pubbliche. L’avvocato forzista contesta i numeri. «Lippi e suoi assessori, Sabrina Giannini ma anche Federico Cartei hanno magnificato un bilancio da 13 milioni e un 2018 di grandi opere pubbliche. In realtà sono cifre figurative. Realizzeranno la metà delle opere grazie ai finanziamenti della Regione per il Piu e del Coni per lo stadio. Il resto dei soldi dovrebbe arrivare con l’alienazione dei beni pubblici, ma sono anni che nessuno li compra, e a Cecina non si vede una gru... E poi la contraddizione: Giannini parla di un mutuo da accendere per completare viale della Vittoria. Un’opera che doveva essere conclusa con 5 milioni di euro secondo il piano Pacini e invece costa molto di più, si poteva fare più attenzione! Ma d’altra parte questa giunta è abituata a continue variazioni di bilancio quando i conti non tornano». Barabino contesta anche la definizione di comune virtuoso coniata da Cartei: l’assessore al bilancio ha spiegato infatti che l’amministrazione ha solo 50mila euro di debito e può quindi permettersi di chiedere un mutuo. «Virtuoso - attacca il capogruppo di Forza Italia - è stato giocoforza Stefano Benedetti perché col blocco della Finanziaria non poteva spendere soldi e ha lasciato un tesoretto da 11 milioni. Ma un Comune deve mantenere un equilibrio di bilancio, e un mutuo va pagato. Altrimenti fanno come con le cartelle tributarie del 2012. Anche se capisco che il personale dell’ufficio è risicato».
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Lo stadio. «Rispetto al Regolamento urbanistico - dice Barabino - il progetto per lo stadio comunale è cambiato di molto. Le previsioni prevedevano di ultimare quell’area e reinvestire i soldi della vendita per fare un nuovo stadio. In questo modo invece la zona resta bloccata ed è più difficile vendere i fondi».
Progetto istrice. L’avvocato auspica che venga rivisto il progetto della pista ciclabile. «Si prevede che la ciclabile parta dalla stazione per arrivare nella zona blu - spiega Barabino - con una commistione anche pericolosa tra pedoni e ciclisti; il percorso prosegue e all’incrocio con via Diaz prevede un restringimento del marciapiede: non mi pare molto funzionale».
Imposta di soggiorno. Le associazioni di categoria si sono lamentate per la mancata approvazione del regolamento in consiglio comunale che le penalizza, perché nel regolamento erano previste esenzioni e facilitazioni. Proprio quel punto su cui la maggioranza è stata battuta. «Capisco le rimostranze delle associazioni di categoria - ammette Barabino - hanno ragione, ma se la devono prendere con chi amministra: gli aumenti delle tariffe li avevano già decisi, se un’amministrazione non ha i numeri sufficienti deve fare diplomazia, non dare tutto per scontato».
Porto e progettualità. Manca un vero progetto sul fuuro della città secondo Barabino. «L’amministrazione continua a investire su strutture esistenti - dice - come teatro e biblioteca, che hanno problemi originari. Dunque non è vera progettualità. Un esempio su tutti: il porto. Lippi ha detto che non può intervenire sulle questioni private. Ma chi amministra non può rinunciare a governare il procedimento, su cui esiste una convenzione pubblica per la realizzazione dell’argine e il nuovo ponte, opere fondamentali per la comunità».
Sanità. «La sanità - dice Barabino - non è solo l’emodinamica. In attesa delle due belle sale a Cecina e Piombino, vogliamo mettere una ambulanza H24 al pronto soccorso? Adesso torna Gabellieri: se n’era andato perché non poteva lavorare su tre presidi e adesso torna ma solo all’ospedale di Cecina. A conferma del fallimento dell’ospedale in rete».
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