Sicurezza
la polemica
L’Anpi contro i gadget fascisti «Commercianti responsabili»
CECINA. Cuccioli, donne, calciatori, paesaggi e fascismo. Negli ultimi giorni, chiunque sia entrato in un’edicola o un’attività simile ha visto fotografie di questo genere ben esposte sugli...
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CECINA. Cuccioli, donne, calciatori, paesaggi e fascismo. Negli ultimi giorni, chiunque sia entrato in un’edicola o un’attività simile ha visto fotografie di questo genere ben esposte sugli espositori, a capeggiare su ogni mese dei calendari. Ma se animali e sportivi passano quasi inosservati, ben diverso è il discorso legato ai richiami a Benito Mussolini e al ventennio della sua dittatura. Se da una parte i commercianti che vendono questi prodotti difendono il loro diritto al commercio, regolarmente autorizzato, dall’altra gli oppositori rimarcano il valore storico-politico del messaggio che inviano. «Siamo preoccupati dalla leggerezza con cui vengono diffusi simboli celebrativi di una feroce dittatura che ha condotto l’Italia alla guerra e alla distruzione», dice il presidente della sezione Anpi di Cecina, Patrizia Cotta Ramusino.
Non è un caso che anche in città venga sollevata la discussione che sta attraversando il Paese riguardo ai calendari a tema fascismo. Pochi giorni prima di Natale, infatti, c’è stato un caso particolare alla Coop di Vallescaia, dove un cliente, passando di fronte all’edicola compresa all’interno della struttura, ha notato un calendario del duce e subito se n’è andato a lamentare con la direzione Coop. Il responsabile del supermercato, allora, è andato dall’edicolante, Silvia Bianchi, chiedendogli gentilmente di rimuoverlo per una questione di quieto vivere. Lei ha accettato, ma poco dopo si è sfogata su facebook. «Tengo a precisare che qualunque cosa venga posta in vendita in un’edicola, prima ha ottenuto un’autorizzazione da un tribunale, il quale non ritenendola lesiva o propagandistica, né autorizza la vendita – ha spiegato in quei giorni l’edicolante - E io come edicolante ho il dovere di dare a tutte le pubblicazioni autorizzate pari diritto espositivo».
La realtà legislativa infatti è questa: questi gadget a richiamo fascista vengono regolarmente autorizzati alla vendita dalle autorità e venduti alle edicole dai distributori. Un intervento in materia è stato trattato con la discussione della legge Fiano, la scorsa estate, ma alla fine non n’è stato fatto di niente. «Non è del tutto convincente l’obiezione che un commerciante non può accettare veti da alcuni clienti contro altri come se il riferimento al duce fosse una squadra di calcio o un animale domestico – riprende l’Anpi - Siamo convinti che esista invece una responsabilità precisa nella scelta di esporre un articolo con maggiore e minore evidenza. Sappiamo bene che le regole di convivenza civile sono complesse, ma siamo molto preoccupati dal fatto che questo tipo di oggetti apologetici abbia nel 2018 un suo mercato». (al.f.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non è un caso che anche in città venga sollevata la discussione che sta attraversando il Paese riguardo ai calendari a tema fascismo. Pochi giorni prima di Natale, infatti, c’è stato un caso particolare alla Coop di Vallescaia, dove un cliente, passando di fronte all’edicola compresa all’interno della struttura, ha notato un calendario del duce e subito se n’è andato a lamentare con la direzione Coop. Il responsabile del supermercato, allora, è andato dall’edicolante, Silvia Bianchi, chiedendogli gentilmente di rimuoverlo per una questione di quieto vivere. Lei ha accettato, ma poco dopo si è sfogata su facebook. «Tengo a precisare che qualunque cosa venga posta in vendita in un’edicola, prima ha ottenuto un’autorizzazione da un tribunale, il quale non ritenendola lesiva o propagandistica, né autorizza la vendita – ha spiegato in quei giorni l’edicolante - E io come edicolante ho il dovere di dare a tutte le pubblicazioni autorizzate pari diritto espositivo».
La realtà legislativa infatti è questa: questi gadget a richiamo fascista vengono regolarmente autorizzati alla vendita dalle autorità e venduti alle edicole dai distributori. Un intervento in materia è stato trattato con la discussione della legge Fiano, la scorsa estate, ma alla fine non n’è stato fatto di niente. «Non è del tutto convincente l’obiezione che un commerciante non può accettare veti da alcuni clienti contro altri come se il riferimento al duce fosse una squadra di calcio o un animale domestico – riprende l’Anpi - Siamo convinti che esista invece una responsabilità precisa nella scelta di esporre un articolo con maggiore e minore evidenza. Sappiamo bene che le regole di convivenza civile sono complesse, ma siamo molto preoccupati dal fatto che questo tipo di oggetti apologetici abbia nel 2018 un suo mercato». (al.f.)
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