Il Tirreno

La relazione del procuratore capo Squillace «Così chiunque può entrare nel palazzo»

La relazione del procuratore capo Squillace «Così chiunque può entrare nel palazzo»

Il problema della sicurezza, soprattutto quella che riguarda il palazzo di via Falcone e Borsellino, è stato trattato anche dal procuratore capo Ettore Squillace Greco nella relazione sull’amministraz...

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Il problema della sicurezza, soprattutto quella che riguarda il palazzo di via Falcone e Borsellino, è stato trattato anche dal procuratore capo Ettore Squillace Greco nella relazione sull’amministrazione della giustizia del 2016 indirizzata al procuratore generale presso la Corte d’Appello di Firenze. Scrive l’ex magistrato della Direzione distrettuale antimafia da due anni arrivato a Livorno. «È particolarmente grave la carenza di mezzi e l’inadeguatezza delle strutture». In particolare aggiunge «il palazzo che ospita la Procura e il Tribunale, un ex convento risalente alla fine del ’600, è una struttura di pregio, ma poco adeguata all’uso cui è adibita. Carenze strutturali la rendono poco sicura e non agevolmente accessibile per i portatori di handicap. Allo stato – va avanti – c’è una sola entrata in funzione, quella su via Falcone e Borsellino, senza separate vie di accesso e senza rilevatori di metalli. In sostanza chiunque può entrare negli uffici giudiziari senza particolari controlli se non quelli, ovviamente limitati, che può eseguire il servizio di vigilanza privata che opera all’entrata. L’unica concreta misura di sicurezza, ma non preventiva, è costituita dalla videosorveglianza con registrazione lungo il perimetro dell’edificio e da due telecamere poste all’interno del palazzo, lungo le scale di servizio».

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