Il Tirreno

Estrae il coltello e minaccia il vigilante

di Federico Lazzotti
Estrae il coltello e minaccia il vigilante

La donna, cecinese, disarmata e arrestata  Era entrata con la scusa di parlare con il legale

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LIVORNO . È entrata al Tribunale penale di via Falcone e Borsellino spiegando agli uomini della vigilanza di avere un appuntamento con il suo avvocato. «Mentre parlava era molto agitata», racconta chi ha assistito all’ingresso della donna al palazzo di Giustizia. A poco, non a caso, sono servite le parole delle due guardie giurate in servizio che le hanno ripetuto, nel tentativo di dissuaderla, come «in questi giorni le udienze siano sospese e il palazzo fosse praticamente vuoto».

La donna, a questo punto, è salita fino al primo piano dove ha tirato fuori dalla borsa un coltello a serramanico. «Ha iniziato a minacciare di morte il vigilate che nel frattempo l’aveva seguita perché aveva intuito che qualcosa non andava – racconta un testimone che ha assistito alla scena – Per fortuna la guardia giurata è riuscita a disarmarla in pochi secondi e a chiamare la polizia».

Ma non contenta Anna Torri, 53 anni, residente a Cecina, se l’è presa anche con una degli agenti intervenuti: prima l’ha offesa e poi l’ha colpita con un calcio, tanto che l’agente è stata costretta ad alcune cure mediche in pronto soccorso.

La cinquantatreenne a questo punto è stata bloccata e arrestata. L’accusa nei suoi confronti è quella di lesioni, minacce e la detenzione di un’arma atta ad offendere. Oltre al coltello a serramanico, infatti, nella borsa della donna la polizia ha trovato anche un paio di cesoie.

Dopo l’arresto, formalizzato nella giornata di sabato 30 dicembre, martedì mattina si è svolta l’udienza di convalida davanti al giudice Marco Sacquegna. Al termine del processo il magistrato ha deciso che la donna deve rimanere nel carcere femminile Don Bosco di Pisa vista la sua pericolosità sociale e uno scarso autocontrollo.

L’episodio avvenuto sabato scorso ripropone il tema della sicurezza in Tribunale, un tema toccato anche martedì da “Striscia la notizia” che a distanza di oltre un anno è tornata a Livorno per denunciare «l’assenza di controlli all’interno delle due sezioni civile e panale di Livorno».

Eppure in questo caso è stata determinante proprio la prontezza di una delle guardi giurate del corpo dei vigili giurati che ha in appalto il servizio di vigilanza sia in via Falcone e Borsellino che in via de Larderel. Ecco perché come sottolineano molti addetti ai lavori, primi fra tutti avvocati, magistrati e personale amministrativo, il problema è legato soprattutto all’ubicazione dei due tribunali, allestiti in palazzi storici riadattati alle esigenze della giustizia. Non a caso da anni si parla della possibilità di costruire un nuovo palazzo che possa accogliere sia la sezione penale che quella civile. Tanto che il sindaco Filippo Nogarin all’inizio di ottobre aveva incontrato il ministro Andrea Orlando. Due le possibili opzioni: nella zona del Picchianti o lungo il viale Boccaccio.

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