Il Tirreno

L'operazione

Sessanta chili di cibo sequestrati in un ristorante

di Alfredo Faetti
Sessanta chili di cibo sequestrati in un ristorante

Il blitz della guardia costiera a Collemezzano Sanzioni anche per due pescherie della zona

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CECINA. Sarde, gamberetti, salmone, tranci di tonno e pescato di altro genere. Ma anche carni e sughi pronti. Sessanta chili di cibo senza nessuna indicazione o documentazione sulla provenienza, venendo meno così alle normative. Irregolarità che è costata 1.500 euro di multa per un ristorante etnico di Collemezzano, a cui si sommano altri 2.000 euro sanzionati dall’Asl per il mancato rispetto delle norme di igiene. Un blitz da parte della guardia costiera del distaccamento di Cecina che rientra nell’operazione regionale denominata “Dirty Market”, portata avanti durante il periodo natalizio. Una serie di controlli che nella Bassa Val di Cecina ha portato a una ventina di attività controllate tra la costa e le zone collinari e a un insieme di sanzioni per 8.500 euro.

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Il ristorante di Collemezzano è senz’altro il fulcro dell’attività della guardia costiera cecinese, ma non è l’unico risultato. Le multe sono arrivate anche per attività di vendite al dettaglio e pescatori abusivi. Riguardo al sequestro di merci, invece, si è limitato alla cucina e al magazzino del locale del piccolo borgo, dove il materiale fuori norma non è certo mancato. Scatoloni carichi di pesci e molluschi di dubbia provenienza, a cui si accompagnano altri cibi nettamente scaduti al momento del controllo ma comunque pronti ad essere serviti a tavola e sughi pronti e congelati senza alcuna chiusura. Tutti questi prodotti per un totale di sessanta chili (venti di pescato e quaranta tra carne e sughi pronti) sono stati sequestrati dagli uomini della guardia costiera, che poi hanno chiamato in causa l’Asl per valutare le condizioni igieniche della cucina e del magazzino, ritenute fuori norma. Gli altri controlli hanno poi riguardato i punti vendita alimentari, sia la grande distribuzione sia al dettaglio. Due sono stati quelli ritenuti fuori norma, entrambe pescherie: una a Cecina e l’altra a Rosignano. Sia nell’uno che nell’altro caso, l’irregolarità è stata rappresentata dalla mancata tracciabilità dei prodotti, elemento fondamentale per la vendita al pubblico. In questo modo, è scattata una sanzione da 1.500 euro per ciascuna delle attività interessate.

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Oltre al commercio, poi, l’azione della guardia costiera cecinese si è rivolta anche alla pesca abusiva e alle tecniche irregolari. Ad esempio, il 16 dicembre, è stato multato un venditore abusivo durante il mercato settimanale di Volterra perché i suoi prodotti non avevano la benché minima etichetta. Altro caso poi è stato quello che ha visto protagonista un pescatore lungo le rive della Mazzanta, impegnato con un retino apposito nella pesca delle cee, ovvero degli avannotti di anguilla grandi come spaghetti. Una pesca proibita, quindi abusiva, costata al pescatore 2.000 euro di sanzione oltre al sequestro del suo retino. Le cee invece sono state rigettate immediatamente in mare dagli uomini della guardia costiera.

©RIPRODUZIONE RISERVATA


 

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