Il Tirreno

Addio Sofia, bambina simbolo dell'illusione Stamina

di Anna Cecchini
Sofia con la madre (foto Facebook Caterina Ceccuti)
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Sofia con la madre (foto Facebook Caterina Ceccuti)

Ad annunciarlo i genitori della piccola, Caterina e Guido: " Ora per lei non c'è più dolore, solo amore". Tanta la solidarietà sui social 

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ROSIGNANO. Addio alla piccola Sofia, la bambina affetta da  leucodistrofia metacromatica la cui storia è divenuta un simbolo delle battaglie di tante famiglie per chiedere terapie adeguate per i parenti affetti da malattie neurodegenerative. I genitori hanno dato notizia della scomparsa della bimba attraverso un post sulla loro pagina Facebook.

Sofia aveva compiuto otto anni lo scorso agosto, e i genitori Guido De Barros e Caterina Ceccuti,  figlia di Cosimo Ceccuti prof di storia all'Universita di Firenze e presidente della fondazione Spadolini-La Nuova Antologia, hanno combattuto fin da quando la picola ha mostrato i primi segni della malattia, a circa un anno e mezzo, per ottenere terapie adatte a questo tipo di patologie.

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I primi anni la famiglia si è affidata alla Fondazione Stamina di Davide Vannoni, poi coinvolta in un lungo iter legale.

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Mamma Caterina e babbo Guido hanno fondato anche la onlus "Voa Voa amici di Sofia" che difende i diritti dei pazienti con malattie neurodegenerative e delle loro famiglie e che negli anni ha promosso svariati progetti di ricerca anche allospedale pediatrico Meyer. Numerose le adesioni alla onlus, anche da parte di personaggi dello spettacolo e dello sport. Non solo, mamma Caterina ha anche raccontato l'esperienza in una serie di libri, tra cui "Voa Voa!" Edito da Le Lettere.

Sebbene i genitori abitino a Firenze, dove la famiglia enconosciutissima, per lunghi periodi si trasferiscono a Castiglioncello, nella casa di famiglia. La comunità castiglioncellese negli ultimi anni si è mossa più volte con raccolte di firme e flash mob, per manifestare vicinanza a Sofia e alla sua famiglia e chiedere terapie adeguate. 

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