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Trattative e pagamenti nelle intercettazioni degli investigatori

Trattative e pagamenti nelle intercettazioni degli investigatori

CECINA. Una lunga indagine, partita dai controlli dei carabinieri nei confronti dei Compro Oro della provincia e poi continuata con un’attività mirata dopo che erano emersi contatti “pericolosi” tra...

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CECINA. Una lunga indagine, partita dai controlli dei carabinieri nei confronti dei Compro Oro della provincia e poi continuata con un’attività mirata dopo che erano emersi contatti “pericolosi” tra stranieri sospettati di compiere furti nelle abitazioni. Un reato odioso, che colpisce i cittadini anche negli affetti. Spesso infatti i malviventi riescono a mettere le mani sui ricordi di una vita delle famiglie prese di mira.

Il primo sequestro risale al 6 novembre ed 22 dicembre 2015, rispettivamente in Cecina e Piombino, effettuato a carico di un gioielliere, per oltre 1,5 kg di oro e 16mila euro in denaro contante.Il 21 aprile 2016 a Pontedera, Cecina e Lucca, a carico dei due orafi e due gioiellieri, per oltre 4,5 kg di oro, orologi di pregio (tra cui 3 Rolex, uno provento di furto in provincia di Torino), munizionamento illecitamente detenuto (25 cartucce cal. 9x21), nonché una porzione di immobile adibito a laboratorio orafo clandestino.

Ai domiciliari ieri mattina sono finiti Vincenzo Celentano, 56 anni, residente a Pontedera, titolare di un laboratorio orafo nel centro di Pontedera che ora rischia la sospensione della licenza, provvedimento richiesto a suo tempo dai carabinieri e che era stato congelato; Giuseppe Cerri, detto “Peppino”, 48 anni, di Porcari di Lucca; Rubio Cerri, 53 anni, di Altopascio; Pietro Spinella, 58 anni, di Cecina. In carcere è stato invece trasferito Avdus Haliti, 22 anni, di Coltano. Il suo complice Agim Zuka, conosciuto come Jimmy, 35 anni, residente in via Podere Cincinnato, si è reso irreperibile subito dopo questa inchiesta ma anche per altri indagini in cui era rimasto coinvolto. Quest’ultimo, stando a quanto emerge dalle intercettazioni telefoniche, aveva frequenti contatti con gli Zuka ma anche con altri autori di furti già condannati. A lui sarebbero stati portati preziosi rubati a Pisa, Riglione, Terricciola, anche a Camaiore, Collesalvetti, Vicopisano, Cascina, Casciana Terme. Ma anche nella stessa Pontedera: tra questi anche monete e monili trafugati dalla casa di una nota docente universitaria. Secondo le accuse, Zuka in un’occasione avrebbe consegnato all’orefice 3 chili e mezzo di un metallo prezioso che le indagini non sono riuscite a chiarire. E considerato che i registri degli “acquisti” non erano in ordine (tanto che l’artigiano è stato anche sanzionato) difficile stabilire quanto oro possa essere stato trasformato in lingotti.

Oltre alla intercettazioni telefoniche i carabinieri hanno anche un’ampia documentazione fotografica di una trattativa tra l’orefice e Zuka. Da un colloquio del settembre 2015 emerge che Zuka vende 63 grammi di oro a Celentano al prezzo di 1.260 euro e poi i due si confrontano anche su come si faccia ad aprire una cassaforte. Non sempre gli accordi sui prezzi avvenivano in maniera pacifica. Ma subito dopo la merce spariva nei mille rivoli che può avere il mercato della ricettazione.

«Ho sciolto la catena», dice l’orefice in una delle intercettazioni. «Ci ho messo 3,4 grammi di argento, per aumentarla un po’...». L’accordo arriva subito dopo e l’orefice paga 200 euro.(s.c.)

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