Il dolore
Smascherato un meccanismo collaudato
Il procuratore Alessandro Crini (nella foto), capo della Procura della Repubblica di Pisa, in un breve incontro con i cronisti, ha tenuto ad evidenziare l’importanza che l’operazione ha per il...
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Il procuratore Alessandro Crini (nella foto), capo della Procura della Repubblica di Pisa, in un breve incontro con i cronisti, ha tenuto ad evidenziare l’importanza che l’operazione ha per il territorio di Pisa. «E’ per la nostra realtà – ha detto – una vicenda di interesse, che coinvolge soggetti stranieri in stretto collegamento con orafi e gioiellieri italiani».
I ladri, come ci raccontano le cronache, vanno in cerca di soldi e oro. I primi, si sa, sono difficilmente tracciabili. Per i secondi, cioè per gli oggetti d’oro e per i gioielli con pietre preziose più in generale, i 5 arrestati si erano organizzati. Dopo i furti, stando a quello che è stato ricostruito nelle indagini e che emerge anche dalle intercettazioni telefoniche, sapevano a chi rivolgersi per vendere l’oro rubato. Il resto era facile, considerato che il meccanismo era abbastanza collaudato.
Dei monili e dei preziosi tuttora in sequestro, per circa la metà è stato possibile individuare i legittimi proprietari, è stato spiegato dai carabinieri. Meno di un terzo quella restituita ad un laboratorio orafo di Pontedera per effetto della decisione del Gip del Tribunale di Pisa.
I ladri, come ci raccontano le cronache, vanno in cerca di soldi e oro. I primi, si sa, sono difficilmente tracciabili. Per i secondi, cioè per gli oggetti d’oro e per i gioielli con pietre preziose più in generale, i 5 arrestati si erano organizzati. Dopo i furti, stando a quello che è stato ricostruito nelle indagini e che emerge anche dalle intercettazioni telefoniche, sapevano a chi rivolgersi per vendere l’oro rubato. Il resto era facile, considerato che il meccanismo era abbastanza collaudato.
Dei monili e dei preziosi tuttora in sequestro, per circa la metà è stato possibile individuare i legittimi proprietari, è stato spiegato dai carabinieri. Meno di un terzo quella restituita ad un laboratorio orafo di Pontedera per effetto della decisione del Gip del Tribunale di Pisa.
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