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Il borgo commerciale del viale di Marina nel ricordo del dirimpettaio Dilvo Lotti

Il borgo commerciale del viale di Marina nel ricordo del dirimpettaio Dilvo Lotti

CECINA. Un negozio storico dice Dilvo Lotti del dirimpettaio salone di Gennaro Garofalo. Lui fino a due anni fa era titolare de La Bottega, la cui gestione è poi passata alla figlia Alessandra. Prima...

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CECINA. Un negozio storico dice Dilvo Lotti del dirimpettaio salone di Gennaro Garofalo. Lui fino a due anni fa era titolare de La Bottega, la cui gestione è poi passata alla figlia Alessandra. Prima di trasferirsi al di là del viale della Repubblica era la mamma Wanda ad occupare quel fondo rilevato nel ’58 dalla famiglia Ghilli (l’edificio fu costruito nel ’56). E continuò in quell’esercizio a vendere generi alimentari. Finché nel ’61, terminato il servizio militare, lo acquistò Garofalo e lo inaugurò l’anno dopo. Dilvo Lotti ricorda come a quei tempi lì intorno ci fossero i campi, con le viti. In lontananza si vedevano le case del Villaggio Solvay. A dominare la zona l’imponente zuccherificio, costruito nel 1901. Con via della Pinetina cominciava l’agglomerato a est di Marina di Cecina, che confinava con la fornace Chiavacci (Giorgio Chiavacci fu sindaco di Cecina e grande schermidore, campione olimpico). Nel 1956 cominciarono a sorgere abitazioni in via Perugia. Successivamente lo sviluppo che ha via via riempito la zona. Negli anni Sessanta, ricorda sempre Dilvo Lotti, nei pressi dei ricordati salone di Garofalo e La Bottega c’erano altri tre negozi di alimentari, il forno, la latteria, la merceria, il tabaccaio, il ciabattino e due macellerie. Durante l’alluvione del ’66 partivano in prossimità di quel fiorente centro commerciale i mezzi anfibi che portavano i soccorsi alla popolazione di Marina. (f.c.)

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