Il dolore
«Non lasceremo Villa San Giovanni»
Blitz in consiglio comunale degli ospiti e dei dipendenti della struttura dopo l’ordinanza di chiusura: l’attacco all’Asl
ROSIGNANO. Appoggiata al suo bastone, con il foulard stretto in una mano, Rosa Falorni è una delle prime ad entrare e a prendere posto in sala. «Sono arrivata morta, mi hanno resuscitata loro, sono la mia famiglia», dice con un intercalare che mescola l’età alle sue origini rosignanesi. «È la voce della verità, la mia». E la userà tutta per dire che lei vuole restare a Villa San Giovanni costi quel che costi. Lo stesso grido di battaglia che portano con sé gli altri sei ospiti della struttura che ieri mattina, accompagnati dal personale e alcuni parenti, ha fatto un blitz con tanto di cartellino al petto in consiglio comunale, costringendo a sospendere la seduta per quasi un’ora, per protestare contro l’ordinanza di dicembre scorso che impone la chiusura della Villa, sulla base di un accertamento dell’Asl. «L’Asl ha detto che quindici dei nostri ospiti sono “gravemente non autosufficienti” e per questo vuol farci chiudere - dice Caterina Farinelli, avvocato per conto della struttura - Invece guardateli, eccoli qui i non autosufficienti: hanno fatto la salita, le scale e sono arrivati fino in sala consiliare».
Il senso della protesta era proprio questo del resto: dimostrare che questi ospiti, classificati come «gravemente non autosufficienti», sono in grado di affrontare un paese fatto di strade in salita, le scale del municipio e di parlare lucidamente senza problemi. «Da febbraio ad oggi l’Asl è venuta a fare una decina di sopralluoghi: mai vista una cosa simile - continua Farinelli - Solo i Nas hanno trovato un ospite non autosufficiente, ma era già in uscita. Ma alla fine l’Asl ha trovato comunque il modo di farci chiudere con quell’assurda motivazione. Guardateli - continua rivolgendosi al consiglio - Guardateli e ditemi se sono autosufficienti». Il Comune, del resto, è un protagonista di questa storia, perché dopo la segnalazione dell’Asl, in quanto soggetto attuatore, ha emesso un’ordinanza visto che Villa San Giovanni ha autorizzazioni per ospiti autosufficienti e parzialmente autosufficienti, ma non per non autosufficienti. Ed è stato proprio questo il punto che ha provato a spiegare il vicesindaco Daniele Donati ad alcuni ospiti con cui si è chiuso nel suo ufficio. «C’è un procedimento in corso, dobbiamo attendere quello», spiega Donati, che prima di loro ha incontrato un’altra donna alle prese con un disagio abitativo, che si era accodata al gruppo di contestatori.
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La questione, ad oggi, è ferma al Consiglio di Stato che, dopo aver concesso la sospensiva, discuterà a metà gennaio nel merito il ricorso presentato dai vertici della struttura. Se sarà respinto, Villa San Giovanni dovrà essere lasciata dagli ospiti e dal personale. «Parliamo di diciotto famiglie e otto dipendenti», rammenta Farinelli. «Io ho preso un mutuo di quindici anni proprio per poter lavorare qui: se chiudiamo cosa faccio?», dice Franca Cori, una dipendete. Dopo circa un’ora dal loro ingresso, ospiti e personale del San Giovanni lasciano la sala, convinti di aver mandato il proprio messaggio. E infatti nel pomeriggio il gruppo dei 5 Stelle dirama una nota. «Senza entrare nel merito dell'ordinanza del sindaco, riteniamo che la situazione che si sta determinando dovrebbe portare l’amministrazione a farsi carico in modo concreto del futuro degli ospiti attualmente presenti nella residenza - dicono i consiglieri - e nel contempo attivarsi per far si che la società che gestisce la residenza possa affrontare le varie criticità con l'obiettivo di mantenere la continuità della medesima, considerando la criticità occupazionale che si verrebbe a creare in caso di chiusura della struttura». (al.f.)
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