Sicurezza
Il diktat della Regione sul Laghetto delle Spianate
di Alessandra Bernardeschi
La relazione dei tecnici impone diversi interventi, anche di natura idraulica Si allungano i tempi per la nuova gestione. «La gara arriverà con il progetto»
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CASTIGLIONCELLO . Si allungano i tempi per individuare chi gestirà il laghetto alle Spianate, zona alta di Castiglioncello. Dopo l’evento alluvionale che ha colpito il 10 settembre i comuni di Livorno, Collesalvetti e Rosignano Marittimo, la Regione Toscana, attraverso i propri tecnici, ha svolto un sopralluogo per verificare lo stato dell’invaso. Lo scopo è stato quello di capire eventuali criticità dell’invaso, in caso di alluvioni o comunque di piogge intense.
A seguito di quanto accertato, con nota del 28 settembre, sono stati richiesti al Comune alcuni adempimenti. Tra questi quello di «inviare le integrazioni necessarie a completare la denuncia di esistenza dell’impianto», si legge nella relazione di affidamento dell’incarico progettuale collegata alla determina 951 del 12 dicembre 2017.
Impianto «che dovrà contenere un progetto di ampliamento dello sfioratore e del canale fugatore delle acque, redatto in base a uno studio della idrologia del bacino e volto a consentire lo smaltimento di una portata di piena almeno duecentennale. «Il livello dell’acqua dell’invaso dovrà essere tenuta – continua la relazione tecnica entrando nello specifico – costantemente a una quota inferiore di un metro rispetto a quella della soglia di sfioro, mediante un sistema che dovrà consentire l’eventuale svuotamento rapido, ovvero il dimezzamento dell’altezza d’acqua invasata dallo sbarramento in non più di 24 ore». Infine, nelle ultime parti della relazione la Regione ha chiesto esplicitamente di «rimuovere la struttura precaria presente nelle vicinanze del canale fugatore».
L’area del laghetto, di proprietà comunale e oggetto di una storia piuttosto travagliata, era stata concessa, a seguito di procedura ad evidenza pubblica, alla società “Le Querciolaie Sas” con vari oneri a suo carico. Ma qualcosa poi non è andato come era previsto nei programmi originari.
«A causa di varie e reiterate inadempienze da parte del concessionario – continua appunto la relazione – è stata dichiarata la decadenza della concessione e, il 3 agosto 2017, l’area è stata ripresa dal Comune». Ad oggi l’immobile è chiuso e inutilizzato in attesa che venga espletata una nuova gara: compito questo che fa capo all’amministrazione comunale di Castiglioncello.
Per quanto riguarda lo studio idrogeologico, invece, visti i tempi ristretti imposti dalla Regione (le disposizioni prevedono poco più di un mese), l’amministrazione comunale ha deciso di affidare il progetto ad un professionista esterno in modo che tutto possa essere completato entro la fine dell’anno. Il progetto è stato affidato all’ingegner Maurizio Verzoni e il costo previsto per lo studio e la consulenza sarà di 5.000 euro più Iva.
Alcuni interventi richiesti dalla Regione sono già stati eseguiti con operai interni del Comune. «Una volta pronto il progetto e indicati i lavori da eseguire – spiega l’assessore ai Lavori pubblici Piero Nocchi – l’amministrazione comunale può decidere di inserire nel bando gli interventi che quindi saranno in carico al nuovo gestore, oppure fare i lavori direttamente. Prevediamo di indire la gara nei primi mesi del nuovo anno». Per veder chiuso l’ultimo capitolo dell’annosa vicenda riguardante il laghetto alle Spianate, insomma, è necessario ancora un bel po’ di tempo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
A seguito di quanto accertato, con nota del 28 settembre, sono stati richiesti al Comune alcuni adempimenti. Tra questi quello di «inviare le integrazioni necessarie a completare la denuncia di esistenza dell’impianto», si legge nella relazione di affidamento dell’incarico progettuale collegata alla determina 951 del 12 dicembre 2017.
Impianto «che dovrà contenere un progetto di ampliamento dello sfioratore e del canale fugatore delle acque, redatto in base a uno studio della idrologia del bacino e volto a consentire lo smaltimento di una portata di piena almeno duecentennale. «Il livello dell’acqua dell’invaso dovrà essere tenuta – continua la relazione tecnica entrando nello specifico – costantemente a una quota inferiore di un metro rispetto a quella della soglia di sfioro, mediante un sistema che dovrà consentire l’eventuale svuotamento rapido, ovvero il dimezzamento dell’altezza d’acqua invasata dallo sbarramento in non più di 24 ore». Infine, nelle ultime parti della relazione la Regione ha chiesto esplicitamente di «rimuovere la struttura precaria presente nelle vicinanze del canale fugatore».
L’area del laghetto, di proprietà comunale e oggetto di una storia piuttosto travagliata, era stata concessa, a seguito di procedura ad evidenza pubblica, alla società “Le Querciolaie Sas” con vari oneri a suo carico. Ma qualcosa poi non è andato come era previsto nei programmi originari.
«A causa di varie e reiterate inadempienze da parte del concessionario – continua appunto la relazione – è stata dichiarata la decadenza della concessione e, il 3 agosto 2017, l’area è stata ripresa dal Comune». Ad oggi l’immobile è chiuso e inutilizzato in attesa che venga espletata una nuova gara: compito questo che fa capo all’amministrazione comunale di Castiglioncello.
Per quanto riguarda lo studio idrogeologico, invece, visti i tempi ristretti imposti dalla Regione (le disposizioni prevedono poco più di un mese), l’amministrazione comunale ha deciso di affidare il progetto ad un professionista esterno in modo che tutto possa essere completato entro la fine dell’anno. Il progetto è stato affidato all’ingegner Maurizio Verzoni e il costo previsto per lo studio e la consulenza sarà di 5.000 euro più Iva.
Alcuni interventi richiesti dalla Regione sono già stati eseguiti con operai interni del Comune. «Una volta pronto il progetto e indicati i lavori da eseguire – spiega l’assessore ai Lavori pubblici Piero Nocchi – l’amministrazione comunale può decidere di inserire nel bando gli interventi che quindi saranno in carico al nuovo gestore, oppure fare i lavori direttamente. Prevediamo di indire la gara nei primi mesi del nuovo anno». Per veder chiuso l’ultimo capitolo dell’annosa vicenda riguardante il laghetto alle Spianate, insomma, è necessario ancora un bel po’ di tempo.
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