Gioco
rifiuti
Dopo lo stop della Regione: «Discarica esaurita fra un anno e mezzo»
di Anna Cecchini
Il Comune sul preavviso di diniego per Scapigliato bis: «Disallineamento fra Regione e Ato, fare chiarezza al più presto»
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ROSIGNANO. «Se la Regione impiegherà molto ad aggiornare il piano rifiuti che le compete dovrà gestire una emergenza occupazionale, un allarme rifiuti di valenza toscana e un Comune che rischierebbe il dissesto finanziario». Il sindaco Alessandro Franchi, dopo il preavviso di diniego al progetto “La fabbrica del futuro” da parte della Conferenza dei servizi, non usa mezzi termini. E spiega, insieme al vicesindaco Daniele Donati che era presente alla riunione di due giorni fa in Regione , come «le disponibilità residue della discarica possono durare un anno, un anno e mezzo». Certo, tutto dipende dai quantitativi di rifiuti che verranno accolti a Scapigliato. Fatto sta che i tempi prospettati sono brevi. «Rea impianti- dice Franchi - che gestisce il polo impiantistico ha presentato un progetto per tempo, onde evitare che si andasse in emergenza. E, vale la pena ricordarlo, una eventuale emergenza rifiuti non varrebbe solo per Rosignano ma per tutta la Regione, visto che Scapigliato è un impianto strategico per lo smaltimento dei rifiuti urbani e per gli scarti delle aziende, l’85 per centro dei quali arrivano da ditte toscane».
Gli fa eco Donati, che non nasconde la preoccupazione per la “piega” che sta prendendo l’iter amministrativo sul progetto per l’ampliamento e la riqualificazione del polo di Scapigliato. «Il piano di Rea impianti - dice - prevedeva continuità nell’accoglimento dei rifiuti urbani e industriali non pericolosi e, parallelamente, la realizzazione di impianti che possono portare a una diminuzione progressiva della discarica stessa».
Il progetto, lo ricordiamo, è stato presentato in Regione la scorsa primavera e, nel pomeriggio di due giorni fa, è arrivata la doccia fredda: il preavviso di diniego annunciato durante la Conferenza dei servizi. «Un diniego - sottolinea Alessandro Giari, amministratore unico di Rea impianti - legato a un problema della Regione, non certo nostro. Noi abbiamo preparato il progetto dopo aver pianificato i quantitativi di rifiuti sulla base di una convenzione con l’Ato. Sembra che non ci sia corrispondenza tra il piano rifiuti dell’Ato e quello della Regione, un disallineamento all’interno del quale il progetto per Scapigliato rischia di restare bloccato». E se Giari annuncia che Rea impianti farà tutto il possibile per superare il problema, Franchi rincara la dose. «Prima di entrare nel merito tecnico del progetto - dice il sindaco - la Regione valuta un pre-requisito, ossia se esso è adeguato alla programmazione regionale. La programmazione dell’Ato va fino al 2032 e l’Ato stesso ha messo nero su bianco che il progetto di Rea è compatibile con la sua programmazione e anzi fornisce risposte al piano della costa. La pianificazione della Regione si ferma invece al 2020. Ecco, è evidente che a questo punto la Regione deve trovare una soluzione, dal punto di vista politico e tecnico, facendo in tempi brevi una nuova programmazione. Altrimenti, in breve tempo, ci sarà una emergenza rifiuti di valenza regionale, un Comune - il nostro - che senza 11 milioni di euro l’anno che arrivano dalla discarica dovrebbe fare scelte impopolari e infelici per i cittadini, oltre che un problema di occupazione per i cento dipendenti della Rea impianti».
Gli fa eco Donati, che non nasconde la preoccupazione per la “piega” che sta prendendo l’iter amministrativo sul progetto per l’ampliamento e la riqualificazione del polo di Scapigliato. «Il piano di Rea impianti - dice - prevedeva continuità nell’accoglimento dei rifiuti urbani e industriali non pericolosi e, parallelamente, la realizzazione di impianti che possono portare a una diminuzione progressiva della discarica stessa».
Il progetto, lo ricordiamo, è stato presentato in Regione la scorsa primavera e, nel pomeriggio di due giorni fa, è arrivata la doccia fredda: il preavviso di diniego annunciato durante la Conferenza dei servizi. «Un diniego - sottolinea Alessandro Giari, amministratore unico di Rea impianti - legato a un problema della Regione, non certo nostro. Noi abbiamo preparato il progetto dopo aver pianificato i quantitativi di rifiuti sulla base di una convenzione con l’Ato. Sembra che non ci sia corrispondenza tra il piano rifiuti dell’Ato e quello della Regione, un disallineamento all’interno del quale il progetto per Scapigliato rischia di restare bloccato». E se Giari annuncia che Rea impianti farà tutto il possibile per superare il problema, Franchi rincara la dose. «Prima di entrare nel merito tecnico del progetto - dice il sindaco - la Regione valuta un pre-requisito, ossia se esso è adeguato alla programmazione regionale. La programmazione dell’Ato va fino al 2032 e l’Ato stesso ha messo nero su bianco che il progetto di Rea è compatibile con la sua programmazione e anzi fornisce risposte al piano della costa. La pianificazione della Regione si ferma invece al 2020. Ecco, è evidente che a questo punto la Regione deve trovare una soluzione, dal punto di vista politico e tecnico, facendo in tempi brevi una nuova programmazione. Altrimenti, in breve tempo, ci sarà una emergenza rifiuti di valenza regionale, un Comune - il nostro - che senza 11 milioni di euro l’anno che arrivano dalla discarica dovrebbe fare scelte impopolari e infelici per i cittadini, oltre che un problema di occupazione per i cento dipendenti della Rea impianti».
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