Attenzione
«L’emodinamica, una risposta al territorio»
Marabotti all’incontro del Comitato di Salute Pubblica sprona la Regione a razionalizzare le risorse
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CECINA. Molti si presentano in anticipo per i test gratuiti per la pressione e il battito del cuore, ma sono costretti ad aspettare. Gli spazi del Palazzetto dei congressi sono occupati da un evento culturale (un disguido da parte del Comune di Cecina che ha accavallato gli appuntamenti), così l’incontro del Comitato di Salute Pubblica slitta di mezzora.
L’intoppo comunque non scoraggia gli interessati che restano in attesa, oltre che dei test, anche dei contenuti dell’iniziativa, riassumibili in una parola: emodinamica. «Le malattie a un certo punto devono essere curate e qua non c’è l’organizzazione sufficiente per farlo», dice Claudio Marabotti, cardiologo dell’ospedale di Cecina ospite del Comitato Salute Pubblica che per l’occasione ha misurato a chi ha voluto la pressione arteriosa e dato alcuni consigli per la prevenzione dell’infarto.
Nella sala vengono distribuiti palloncini rossi a forma di cuore, nel tentativo si colorare l’evento. Vengono anche raccolte le firme sulla petizione (ne conta già centinaia) per chiedere, appunto, due sale di emodinamica, una all’ospedale di Cecina e un’altra a quello di Piombino. «Sarebbe un esperimento interessante oltretutto, perché una rete simile non esiste in zona».
Le necessità, poi, di due sale di emodinamica è quello che il Comitato di Salute Pubblica, così come altre realtà legate al mondo sanitario cecinese, vanno dicendo da tempo. «In caso di infarto non ci sono strutture adeguate e un paziente deve essere portato a Livorno, con tempi medi di trasporto ben più alti rispetto alla criticità», spiega il cardiologo, che poi allarga lo sguardo su un’ottica più generale.
«Due sale a Piombino e Cecina non darebbero una risposta soltanto alla Val di Cornia e alla Bassa Val di Cecina, ma anche all’Alta Val di Cecina, perché in caso di infarto un paziente deve essere trasferito all’ospedale di Pisa, per cui i tempi di percorrenza sono di 100 minuti, mentre il limite in caso di infarto è di 90 minuti». Non solo: ci sono anche altri aspetti che andrebbero a dare risposte concrete al territorio, secondo Marabotti. «Sarebbe una risposta non soltanto per la popolazione residente, ma anche per i turisti, dato che qua durante l’estate le presenze raddoppiano».
Caratteristiche del territorio che però restano secondarie rispetto al punto centrale: «infarti e ictus sono la prima causa di mortalità n questa zona – continua il medico – . Giusto dire che la prevenzione è il passo più importante, ma prima o poi i problemi arrivano e occorre essere pronti per le cure. E qui non lo siamo. Tra la zona nord della provincia di Livorno e la nostra ci sono differenze enormi, un divario incredibile. Tra Pisa e Livorno ci sono tre sale di emodinamica, di cui una è aperta una sola volta alla settimana».
L’attenzione, in questo senso, non può essere rivolta sull’Asl, secondo il cardiologo Marabotti, bensì sulla Regione Toscana. «L’Asl può far poco, è la Regione che deve razionalizzare risorse e di conseguenza servizi. Il dislivello tra le due zone della provincia potrebbe essere livellato se ci fosse una politica sanitaria più attenta, che ad oggi proprio non c’è».
L’intoppo comunque non scoraggia gli interessati che restano in attesa, oltre che dei test, anche dei contenuti dell’iniziativa, riassumibili in una parola: emodinamica. «Le malattie a un certo punto devono essere curate e qua non c’è l’organizzazione sufficiente per farlo», dice Claudio Marabotti, cardiologo dell’ospedale di Cecina ospite del Comitato Salute Pubblica che per l’occasione ha misurato a chi ha voluto la pressione arteriosa e dato alcuni consigli per la prevenzione dell’infarto.
Nella sala vengono distribuiti palloncini rossi a forma di cuore, nel tentativo si colorare l’evento. Vengono anche raccolte le firme sulla petizione (ne conta già centinaia) per chiedere, appunto, due sale di emodinamica, una all’ospedale di Cecina e un’altra a quello di Piombino. «Sarebbe un esperimento interessante oltretutto, perché una rete simile non esiste in zona».
Le necessità, poi, di due sale di emodinamica è quello che il Comitato di Salute Pubblica, così come altre realtà legate al mondo sanitario cecinese, vanno dicendo da tempo. «In caso di infarto non ci sono strutture adeguate e un paziente deve essere portato a Livorno, con tempi medi di trasporto ben più alti rispetto alla criticità», spiega il cardiologo, che poi allarga lo sguardo su un’ottica più generale.
«Due sale a Piombino e Cecina non darebbero una risposta soltanto alla Val di Cornia e alla Bassa Val di Cecina, ma anche all’Alta Val di Cecina, perché in caso di infarto un paziente deve essere trasferito all’ospedale di Pisa, per cui i tempi di percorrenza sono di 100 minuti, mentre il limite in caso di infarto è di 90 minuti». Non solo: ci sono anche altri aspetti che andrebbero a dare risposte concrete al territorio, secondo Marabotti. «Sarebbe una risposta non soltanto per la popolazione residente, ma anche per i turisti, dato che qua durante l’estate le presenze raddoppiano».
Caratteristiche del territorio che però restano secondarie rispetto al punto centrale: «infarti e ictus sono la prima causa di mortalità n questa zona – continua il medico – . Giusto dire che la prevenzione è il passo più importante, ma prima o poi i problemi arrivano e occorre essere pronti per le cure. E qui non lo siamo. Tra la zona nord della provincia di Livorno e la nostra ci sono differenze enormi, un divario incredibile. Tra Pisa e Livorno ci sono tre sale di emodinamica, di cui una è aperta una sola volta alla settimana».
L’attenzione, in questo senso, non può essere rivolta sull’Asl, secondo il cardiologo Marabotti, bensì sulla Regione Toscana. «L’Asl può far poco, è la Regione che deve razionalizzare risorse e di conseguenza servizi. Il dislivello tra le due zone della provincia potrebbe essere livellato se ci fosse una politica sanitaria più attenta, che ad oggi proprio non c’è».
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