Il Tirreno

Cambio al timone del ristorante Scacciapensieri

di Maria Meini
Cambio al timone del ristorante Scacciapensieri

Dopo 34 anni la famiglia Buonazia lascia  da ieri è subentrata la nuova titolare

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CECINA. Cambio al timone del ristorante Scacciapensieri. Dopo 34 anni alla guida del famoso locale, prima stella Michelin della provincia di Livorno, non sarà più la famiglia Buonazia. Tre generazioni di ristoratori che dagli anni Cinquanta hanno segnato la storia della cucina sulla costa livornese e in Italia. Come dice Luciano Zazzeri, chef stellato della Pineta di Marina di Bibbona, «Aldo e Maresa Buonazia hanno insegnato a tutti noi giovani» ora diventati grandi. Da quella cucina, in cui troneggiava “la Maresa”, sono passati in tanti, tra i più noti chef della costa, e questo sembra un segno di buon auspicio per la new entry perché un figlio della nuova proprietaria ha lavorato giovanissimo allo Scacciapensieri, in sala a fianco di Aldo e del figlio Gianluca Buonazia. I nuovi proprietari sono Catia Rugi della California col figlio Luca Manganiello. L’altro figlio, Nicola Manganiello, quello che è passato dalla scuola dei Buonazia, ora è cuoco e contitolare di un ristorante vegano, “La casina di Alice”, di Livorno.

Ieri è stato il primo giorno della nuova gestione. «Sono un po’ intimidita. Ma siamo entrati in punta di piedi - dice la signora Catia - lasciando il menu praticamente invariato. Per rispetto dei titolari storici, che sono un’importante famiglia di ristoratori, e per rispetto della clientela». In cucina la cuoca Alfonsina Diana (che ha lavorato in numerosi ristoranti) affiancata dall’aiutante storica Filomena Belli, mentre in sala la continuità col passato è garantita dalla cameriera Yulia Matviychuk.

Lo Scacciapensieri è un’istituzione della gastronomia cecinese. Insieme per più di cinquant’anni, Aldo e Maresa hanno fatto la storia dell’alta cucina: lei chef, defilata nel regno dei fornelli, stella Michelin nel 1991, una lunga sequenza di riconoscimenti e premi. Lui in sala, l’anfitrione, famoso per le sue evoluzioni “teatrali”.

Nel 2015, dopo una brevissima malattia, Maresa Buonazia è morta. Aveva 74 anni: originaria del Bellunese, presto si era trasferita a Cecina seguendo il padre finanziere e qui aveva conosciuto Aldo. Insieme avevano cominciato negli anni Sessanta, seguendo la tradizione di famiglia dei Buonazia (originari di Siena) con la trattoria Vecchia Senese, in via Diaz a Cecina, continuando con la Nuova Senese sempre in via Diaz. All’epoca Maresa stava in sala col marito e il suocero Santi Buonazia: ai fornelli c’era la suocera Maria. Maresa prese in mano la cucina quando col marito aprirono la Cantina Senese a Castiglioncello, che diventò punto di riferimento per i cinematografari e i vip della Perla. La loro esperienza continua con L’Orto a Cecina Mare, infine, dall’84, lo Scacciapensieri. Ed è lì che cominciano a piovere i premi. Come raccontò il marito in un’intervista al Tirreno, «io non so cuocere neanche un uovo, lei sì che ha la mano felice, è questo che fa la differenza: attenzione alle materie prime, voglia di innovare ascoltando i clienti, abilità nell’esecuzione. Una volta Maresa dette a una guida gastronomica padella, sale, vongole... tutto quello che serviva per fare gli spaghetti. Lui l’aveva osservata mille volte cucinare la sua insuperabile pasta alle vongole. Tornò e ammise: non è la stessa cosa». Maresa preferiva lasciare le pubbliche relazioni al marito. Ma quando raccontava della cerimonia per la consegna della stella Michelin, all’enoteca Pinchiorri di Firenze, tempio dell’alta cucina, s’illuminava. Una grande soddisfazione: era il 1991, e di donne chef non ce n’erano molte. La ristorazione di qualità era ancora agli albori e lei col marito ne è stata un’antesignana. Raccolta la tradizione della suocera, Maresa aveva continuato sulla propria strada, dando un’impronta originale al suo menù. La stella arriva dopo sette anni dall’apertura dello Scacciapensieri, il gioiello della sua carriera di ristoratrice, che ha visto tanti clienti noti, da Spadolini a Mastroianni, Panelli, Toscani.

Nel 2010 Aldo e Maresa lasciano il timone al figlio Gianluca e alla nuora Rossella Di Nardo, che già dal 2003 lavorano nel ristorante. Rossella in cucina mantiene la tradizione della suocera introducendo elementi innovativi. «Dopo 14 anni abbiamo deciso di vivere una nuova esperienza - dice Rossella -: questo è un lavoro molto impegnativo, che ci ha dato grandi soddisfazioni, ma è il momento di cambiare. Da tempo mi chiedono di fare consulenze, anche all’estero, mi dedicherò a questo. Forse la prossima estate apriremo un’attività stagionale in un campeggio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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