Il dolore
sanità: il caso emodinamica
Paroli: «Necessità inderogabile»
Il vicepresidente dell’Ordine dei Medici all’attacco sulla sala
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CECINA. Alla vigilia dell’incontro che si terrà domani al Palazzo dei Congressi promosso dal Comitato per la salute pubblica proprio sulla questione di una sala emodinamica sia nell’ospedale di Cecina che a Piombino, la discussione prosegue a toni accesi. C’è il Coordinamento in difesa dell’Ospedale di Cecina, che si incontrerà oggi all’Oratorio in via Volta (ore 18), per «valutare eventuali iniziative in merito alla mancata pubblicazione dei dati Asl relativi al tempo d'intervento per il soccorso degli infartuati gravi e alle altre gravi problematiche del nostro ospedale». E c’è Vincenzo Paroli, vicepresidente dell’Ordine dei Medici di Livorno, che parla di «obbligatorietà» di queste due sale, «sia per motivi obiettivi vista la distanza del centro di emodinamica di Livorno da quello di Grosseto - dice - sia per il conseguente cambio di dizione e declassamento da pronto soccorso in primo soccorso in molte strutture ospedaliere». E se il primo motivo è «un dato inconfutabile», dice, per il secondo ricorda il significato dell’espressione “pronto soccorso”, intesa come «l'insieme delle azioni che permettono di aiutare in situazioni di emergenza una o più persone in difficoltà vittime di traumi fisici e/o psicologici o malori improvvisi nell'attesa dell'arrivo di soccorsi qualificati. È intuibile - spiega - che i progressi della medicina debbono andare di pari passo con l'adeguamento delle strutture ospedaliere per cui quello che ieri poteva apparire superfluo è oggi una necessità inderogabile». (al.f.)
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