Il Tirreno

Le maschere di Carotenuto adorneranno il teatro De Filippo

di Alfredo Faetti
Le maschere di Carotenuto adorneranno il teatro De Filippo

La proposta: una grande riproduzione dell’opera “Cecina Mare” inserita nei lavori di ristrutturazione Domani apre la mostra in ricordo dell’artista. «Vogliamo farne un appuntamento fisso a Natale»

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CECINA. È scomparso un anno fa, all’età di 73 anni, durante la notte che anticipava l’inaugurazione della sua mostra. Cecina però non si è dimenticata di Claudio Carotenuto e non intende farlo mai. «Vogliamo farne un appuntamento fisso: allestire ogni anno, durante le feste natalizie, una mostra in suo ricorda, che contenga non solo le sue opere ma anche quelle degli artisti legati alla città», spiega il vicesindaco Giovanni Salvini, mentre la vedova dell’artista, Anna Maria Malatesta, annuisce convinta. «Era anche la nostra intenzione», dice lei.

«Carotenuto è sempre stata una figura capace di smuovere la cultura: ha accompagnato gente da fare arte in casa e esporsi pubblicamente», dice Salvini, commosso nel ricordo del pittore nato a Guardistallo ma cresciuto, anche artisticamente, a Cecina. Il vice sindaco parla di «un gesto d’affetto» nei suoi confronti, ma poi va oltre. Esce dalla stanza al terzo piano del Comune, va nel corridoio e torna con un quadro di Carotenuto, in cui sono rappresentate due maschere teatrali appoggiate su un muretto del lungomare. “Cecina Mare”, s’intitola l’opera. «Vorremo fare una grande riproduzione di questo quadro da inserire nei lavori di ristrutturazione del teatro di Cecina, così che il legame sia sempre visibile a tutti». Malatesta, al fianco di Salvini, ringrazia.

L’occasione per cui il vicesindaco, la vedova e una collaboratrice del pittore, Elena Capone, si ritrovano in un’unica stanza è la presentazione della rassegna “Per Claudio Carotenuto” allestita dal 21 dicembre al 7 gennaio nel Centro Formazione di Arti Visive, che ospiterà le opere sia sue sia di altri artisti legati in qualche modo alla città. Un’ottantina di quadri in tutto. «Ci sono molte persone che hanno origini altrove ma che sbocciano a Cecina», dice Salvini.

Ma l’occasione è utile anche per scoprire alcuni aneddoti legati alla vita del pittore che di riflesso influiscono anche sulla mostra. Ad esempio: sarà presente il suo primissimo quadro, realizzato all’età di 17 anni. Una natura morta dove spicca una candela accesa. «Quando lavorava in banca era costretto a dipingere la notte - racconta la moglie - e stava in piedi fino alle 2 o alle 3 di notte. Era la sua passione e non poteva farne a meno». Vocazione che rimarca anche la collaboratrice e critica d’arte Capone, parlando di un uomo «generoso, arguto e corretto». «Era sempre preso dai suoi lavori e mi ha aiutato molto a crescere in questa mia attività: gli unici momenti in cui mi lasciava da sola a organizzare gli eventi era quando andava a veder giocare il Napoli», racconta la critica, concludendo la presentazione con una risata generale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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