Il Tirreno

Tre incursioni in 7 giorni: vandali e ladri allo stadio

Michele Falorni
Uno degli schedari forzati dai ladri negli uffici della sede del Cecina calcio
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Uno degli schedari forzati dai ladri negli uffici della sede del Cecina calcio

L’esasperazione dei dirigenti del Cecina calcio: «Metteremo le telecamere». L’ultimo episodio scoperto dal custode la mattina all’apertura dell’impianto

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CECINA. Solo atti vandalici o c’è dell’altro? In una settimana la sede del Cecina calcio è stata messa a soqquadro tre volte, esasperando i dirigenti che ora pensano a telecamere da istallare anche nel corridoio degli spogliatoi. La notte del 15 dicembre l’ultima visita. Quando di primo mattino il custode Salvatore De Petrillo è arrivato, ha visto subito le porte forzate e le stanze sottosopra. Non gli è rimasto che avvertire i collaboratori del presidente Massimo Gazzarri e quantificare a occhio i danni provocati. In via Puccini serpeggia il malumore, perché la situazione è spiacevole.

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Proviamo a ricostruire l’accaduto. Nella notte tra venerdì e sabato, uno o più malintenzionati hanno scavalcato il muro dello stadio sapendo che l’allarme non c’è. In pochi passi hanno raggiunto la porta interna che dal lato di via Puccini introduce dentro l’impianto: hanno forzato la serratura e controllato tutte le stanze, spaccando anche la maniglia della porta della segreteria per cercare soldi. Appena entrati, hanno provato ad aprire l’armadietto in ferro, ma non ci sono riusciti perché chiuso con un lucchetto. E allora hanno aperto quello a scorrimento, gettando i documenti a terra. Non trovando contanti, ma solo le carte federali che il sodalizio archivia, si sono spostati in sala stampa, provocando altri piccoli danni senza però toccare i trofei disposti sulle mensole.
Ieri mattina, insieme al custode, erano presenti l’accompagnatore della prima squadra Marco Capecchi e il segretario Mauro Vestri, che con gli agenti del commissariato hanno ricostruito la storia. La società presenterà denuncia.

Sul pavimento, chiavi e materiale tecnico che i giocatori indossano agli allenamenti. Dal magazzino sembra che non manchi niente. «Siamo preoccupati – dice il presidente Gazzarri – perché al comunale facciamo volontariato e certi episodi non sono ammissibili. Pensiamo a un sistema di telecamere esterne e interne da istallare nella primavera dell’anno prossimo, quando inizierà la ristrutturazione dell’impianto. A lavori terminati avremo uno stadio moderno e funzionale, che credo vada protetto». Il problema non è ricomprare un microfono e un altoparlante o spendere per rimettere a posto le porte interne, ma il gesto d’inciviltà compiuto più volte. Quasi fosse un vile dispetto.

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