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I 4 “ambasciatori” del Cattaneo
Consegnati i diplomi dell’accademia italiana per la formazione internazionale
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CECINA . Quattro studenti dell’Istituto commerciale Carlo Cattaneo hanno ricevuto ieri dalla vicepreside Cinzia Francalacci i diplomi Ida, l’accademia italiana per la formazione e gli alti studi internazionali. Ilaria Ajdini, Emma Mazzitelli, Luna Bollaro e Pietro Agnoletto sono volati in marzo a New York per concludere, con una cerimonia ufficiale al palazzo delle Nazioni unite, l’esperienza da diplomatici.
Il percorso, iniziato a scuola con una prova d’inglese, ha offerto loro l’opportunità di misurarsi con temi quali l’immigrazione e la fuga dei cervelli e provare a risolverli. Un passo indietro. I ragazzi - Ajdini è iscritta a ingegneria, gli altri sosterranno l’esame di maturità a giugno 2018 - hanno superato a ottobre dell’anno passato un test in lingua inglese e poi, un pomeriggio alla settimana, hanno frequentato corsi specifici a Pisa. Un impegno non trascurabile che, nel tempo, li ha preparati dal punto di vista politico e culturale sulle isole Samoa, il Paese che avrebbero rappresentato negli Stati Uniti. A Roma, in Parlamento, hanno svolto una simulazione sperimentando le capacità personali di negoziare. L’avventura dei piccoli ambasciatori e della loro professoressa d’inglese, Nadia Nocchi, è proseguita all’aeroporto di Milano, dove i ragazzi si sono imbarcati per raggiungere l’America e mettersi alla prova. Non senza piacevoli sorprese, a partire dal viaggio di lusso in Limousine per raggiungere l’hotel Hilton nella Grande Mela.
Qui hanno attinto a tutta la propria conoscenza per concretizzare il progetto “National high school model united nations”, incontrando altri diplomatici di pari grado per stringere alleanze e discutere di disarmo dei ribelli nello Yemen. Lavorare nelle commissioni per rappresentare le isole Samoa, vicine all’Australia, è stato entusiasmante, perché ha permesso agli studenti di capire quanto sia difficile trovare punti di equilibrio tra culture diverse esponendo argomenti di attualità che riguardano migliaia di persone. Ieri, a scuola, alla presenza della responsabile di sede Simonetta Simoncini la consegna dei certificati.
Michele Falorni
Il percorso, iniziato a scuola con una prova d’inglese, ha offerto loro l’opportunità di misurarsi con temi quali l’immigrazione e la fuga dei cervelli e provare a risolverli. Un passo indietro. I ragazzi - Ajdini è iscritta a ingegneria, gli altri sosterranno l’esame di maturità a giugno 2018 - hanno superato a ottobre dell’anno passato un test in lingua inglese e poi, un pomeriggio alla settimana, hanno frequentato corsi specifici a Pisa. Un impegno non trascurabile che, nel tempo, li ha preparati dal punto di vista politico e culturale sulle isole Samoa, il Paese che avrebbero rappresentato negli Stati Uniti. A Roma, in Parlamento, hanno svolto una simulazione sperimentando le capacità personali di negoziare. L’avventura dei piccoli ambasciatori e della loro professoressa d’inglese, Nadia Nocchi, è proseguita all’aeroporto di Milano, dove i ragazzi si sono imbarcati per raggiungere l’America e mettersi alla prova. Non senza piacevoli sorprese, a partire dal viaggio di lusso in Limousine per raggiungere l’hotel Hilton nella Grande Mela.
Qui hanno attinto a tutta la propria conoscenza per concretizzare il progetto “National high school model united nations”, incontrando altri diplomatici di pari grado per stringere alleanze e discutere di disarmo dei ribelli nello Yemen. Lavorare nelle commissioni per rappresentare le isole Samoa, vicine all’Australia, è stato entusiasmante, perché ha permesso agli studenti di capire quanto sia difficile trovare punti di equilibrio tra culture diverse esponendo argomenti di attualità che riguardano migliaia di persone. Ieri, a scuola, alla presenza della responsabile di sede Simonetta Simoncini la consegna dei certificati.
Michele Falorni
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