Il Tirreno

«Riaprite la casa di riposo, funziona bene»

«Riaprite la casa di riposo, funziona bene»

L’appello dei familiari degli ospiti di Villa San Giovanni: «Chiediamo ad Asl e Comune di risolvere questa situazione» 

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ROSIGNANO. «L’unica cosa che ci hanno detto è che possono provare a ricollocare gli ospiti in altre strutture». Non ci stanno i dipendenti di Villa San Giovanni, la casa di riposo che il Comune ha chiuso con l’ordinanza 635 dello scorso 7 dicembre, ad accettare lo stop all’attività nell’arco di un mese. La scadenza concessa ai titolari della residenza assistita per trasferire gli anziani presenti, al momento sono ospiti 16 persone, è il prossimo 9 gennaio. «Stamani (ieri, ndr) - spiega Franca Cori, una dipendente che parla a nome delle otto colleghe dipendenti di Villa San Giovanni - i lavoratori e un gruppo di familiari degli ospiti siamo andati in Comune, all’ufficio sociale, per chiedere spiegazioni. Il dirigente ha semplicemente detto che può chiedere i nominativi degli anziani ospiti nella struttura, così da provare a ricollocarli in altre case di riposo».

Una soluzione che non piace a nessuno, né a chi lavora a Villa San Giovanni, situata a Rosignano Solvay in via Monte alla Rena, né ai parenti degli anziani che la frequentano (la maggior parte ospiti fissi ed alcuni soltanto diurni).

«Mia nonna - spiega Carlotta Pantani, nipote di una ospite - da fine dicembre 2016 è a Villa San Giovanni, e lì è sempre stata bene. Tra l’altro quando è entrata stava peggio, adesso è molto più autonoma, le hanno fatto fare riabilitazione e poi sta in compagnia. Da quando è lì è più socievole, sta in compagnia, si muove con il bastone e legge qualche giornaletto. Non entro negli aspetti normativi, ma in quelli umani. Mia nonna lì sta bene, quando andiamo a trovarla, dato che è in cervello, ci racconta come la gestiscono e quel che mangia. E non si lamenta affatto, anzi dice che le operatrici sono sempre pronte a interagire, anche a livello emotivo». «Mio nonno, così come un’altra dozzina di anziani è ricoverato là - scrive Marco Grilli, a nome dei familiari degli altri ospiti - ormai da più di un anno; dove ha trovato un suo nuovo equilibrio. In questa struttura viene seguito da dei professionisti Osa e da infermieri qualificati che si preoccupano costantemente della salute dei vari ricoverati. Ogni volta che c’è una problematica, un medicinale che manca o una necessità degli anziani, non esitano a chiamarci. Quasi quotidianamente io e miei genitori andiamo a trovare mio nonno, che in questo anno ha migliorato molto la propria salute, ha ritrovato il sorriso e una sua nuova dimensione di tranquillità assieme alle persone che si prendono cura di lui. Facciamo appello al Comune di Rosignano e alla Asl di competenza affinché possa immediatamente risolvere questa stortura burocratica richiedendo una nuova perizia in quanto la struttura Villa San Giovanni ha effettuato una grande evoluzione in questo ultimo periodo e ha sempre trattato i suoi degenti nel migliore dei modi».

Insomma, la levata di scudi contro la decisione del Comune di bloccare l’attività della residenza assistita sembra unanime. L’ordinanza dell’amministrazione è arrivata dopo una serie di controlli di carabinieri e Asl che hanno riscontrato come a Villa San Giovanni ci siano anche alcuni ospiti non autosufficienti, quando la struttura ha una concessione per persone non completamente non autosufficienti. E mentre i titolari (villa San Giovanni fa capo alla Dotto srl di Davide Brisigotti) annunciano battaglia, le dipendenti sottolineano come l’amministrazione debba pensare anche ai posti di lavoro. «Noi - spiegano - lavoriamo regolarmente e siamo pagati. C’è chi ha aperto mutui, non si tolgono così stipendi alle famiglie».

Anna Cecchini

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