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I conti di Rea finiscono in Senato

I conti di Rea finiscono in Senato

Interrogazione di Altero Matteoli: «Chiarezza sui debiti e sul piano di ampliamento»

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ROSIGNANO. Chiede di sapere come Rea impianti intenda sanare il debito verso il Comune di Rosignano e se sia opportuno intervenire con una ispezione ministeriale per verificare se la società che gestisce Scapigliato abbia agito secondo quanto previsto dalle leggi. L’onorevole Altero Matteoli ha presentato al Senato una interrogazione per fare il punto sui conti di Rea impianti e sul progetto per la riqualificazione della discarica. Nel documento si ricorda come «nel marzo 2014 il Comune di Rosignano ha costituito Rit e nel luglio 2015 ha deliberato la concessione del polo impiantistico Rit, poi a ottobre 2015 Rit ha acquistato il 100% delle quote di Rea impianti alla quale ha affidato la gestione di Scapigliato. Rea impianti risulta quindi essere una società di proprietà di Rit che si occupa di Scapigliato, di un impianto di recupero nel Comune di Cecina e della manutenzione del verde nel comune di Rosignano». Nel documento si sottolinea che «Rea impianti ha predisposto un progetto di ampliamento-rialzamento della discarica, e Alessandro Giari, amministratore unico di Rea impianti, in risposta a una richiesta formale da parte del Comune, ha precisato che il maggior credito nei confronti della società che amministra è ascrivibile alla Lonzi metalli spa con quasi 13 milioni di euro. Sulla base di documenti forniti dall’amministratore unico, Rea impianti risulta debitrice di oltre 14 milioni al Comune». Per il recupero dei crediti, si legge nell’interrogazione al Senato, «rispetto alla gran parte degli altri conferitori, la società debitrice conferisce a Scapigliato con costi inferiori del 15-20%, e sarebbero stati firmati accordi, con una o più società debitrici, per gestire il recupero del credito da parte di Rea impianti». Ecco che il senatore Matteoli chiede di sapere «se risponde al vero che nel 2016 Rea impianti abbia rilevato quote di una società privata per 7 milioni, e che da allora Rea risulti totalmente pubblica, e se le notizie fornite dall’amministratore unico di Rea, relative a debiti e crediti, siano conformi ai bilanci». Non solo, il senatore chiede di sapere se «la società rilevata da Rea impianti nel 2016 risulti essere tra quelle maggiormente debitrici, e in caso affermativo, se la società sia stata rilevata versando 7 milioni di euro e se l’importo sia stato defalcato dal credito della Rea impianti nei confronti della stessa». Matteoli chiede infine di sapere «se risponde al vero che Rea impianti avrebbe presentato un progetto di ampliamento di Scapigliato diverso da quello prescritto e autorizzato dalla Regione». Da qui la richiesta di valutare l’ipotesi di una ispezione ministeriale».

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