Sicurezza
Il Comune chiude la casa di riposo
di Anna Cecchini
Stop all’attività di Villa San Giovanni, Donati: «Per carabinieri e Asl ci sono ospiti non adeguati a quel tipo di struttura»
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ROSIGNANO. Chiusa la residenza assistita per anziani “Villa San Giovanni”, situata in via Monte alla Rena. Lo ha stabilito il Comune, con l’ordinanza 635 del 7 dicembre scorso. Una decisione che arriva, come si legge nel documento, dopo una serie di inadempienze rispetto all’ordinanza 550 di adeguamento in residenza sanitaria assistita (Rsa), emanata lo scorso 31 ottobre nei confronti della struttura, e vista la nota integrativa dei Nas di Livorno «che conferma l’esercizio abusivo di una residenza sanitaria assistita», si legge nell’ordinanza di chiusura emessa nei giorni scorsi dal Comune.
Già perché il motivo del contendere, che ha portato l’amministrazione ad ordinare il blocco dell’attività entro il 9 gennaio del 2018, è tutto legato alla tipologia di ospiti presenti all’interno della residenza. L’autorizzazione che la società Dotto srl, il cui rappresentante legale è Davide Brisogotti, ha avuto nel 2011 è per la gestione di Villa San Giovanni pè per una residenza assistita, ossia una comunità di tipo familiare. «La nostra - spiega Cynzia Caporali, una delle titolari - è una casa di riposo a carattere comunitario, per ospiti autosufficienti o non completamente non autosufficienti». Ecco, il motivo dell’ordinanza di chiusura e della decadenza dell’autorizzazione è che, sulla base di controlli di Asl e Nas, è una «violazione nell’esercizio di una attività difforme da quella autorizzata». In poche parole, Villa San Giovanni sarebbe stata gestita come Rsa, ossia residenza sanitaria assistita, che secondo la legge italiana è destinata anche ad ospiti non autosufficienti.
«Comprendiamo la situazione - spiega l’assessore al sociale Daniele Donati - e ovviamente ci rendiamo contro delle problematiche delle famiglie degli ospiti, ma laddove ci è stato segnalato che la struttura non corrisponde alla concessione che è stata loro data, non potevamo che ordinarne la chiusura». Donati sottolinea che «a seguito di controlli di Asl e dei Nas sono stati trovati alcuni ospiti diversi da quelli previsti. Quella struttura non è destinata a persone non autosufficienti, che invece sono state trovate durante i controlli. Asl e Nas hanno segnalato questa cosa al Comune, che di fatto rilascia la concessione. Così abbiamo inviato a fine ottobre una ordinanza di adeguamento dell’attività. I titolari hanno fatto ricorso al Tar, che prima ha concesso una sospensiva, ma poi il 5 dicembre ha respinto la loro istanza, legittimando l’azione dell’amministrazione. Quindi, pur comprendendo la situazione, non abbiamo potuto che emettere una ordinanza di chiusura della casa di riposo». Insomma, a meno che non ci siano colpi di scena (i titolari promettono una battaglia legale, come riportiamo dell’articolo qui a fianco, ndr), entro il 9 gennaio tutti gli ospiti dovranno lasciare Villa San Giovanni.
Già perché il motivo del contendere, che ha portato l’amministrazione ad ordinare il blocco dell’attività entro il 9 gennaio del 2018, è tutto legato alla tipologia di ospiti presenti all’interno della residenza. L’autorizzazione che la società Dotto srl, il cui rappresentante legale è Davide Brisogotti, ha avuto nel 2011 è per la gestione di Villa San Giovanni pè per una residenza assistita, ossia una comunità di tipo familiare. «La nostra - spiega Cynzia Caporali, una delle titolari - è una casa di riposo a carattere comunitario, per ospiti autosufficienti o non completamente non autosufficienti». Ecco, il motivo dell’ordinanza di chiusura e della decadenza dell’autorizzazione è che, sulla base di controlli di Asl e Nas, è una «violazione nell’esercizio di una attività difforme da quella autorizzata». In poche parole, Villa San Giovanni sarebbe stata gestita come Rsa, ossia residenza sanitaria assistita, che secondo la legge italiana è destinata anche ad ospiti non autosufficienti.
«Comprendiamo la situazione - spiega l’assessore al sociale Daniele Donati - e ovviamente ci rendiamo contro delle problematiche delle famiglie degli ospiti, ma laddove ci è stato segnalato che la struttura non corrisponde alla concessione che è stata loro data, non potevamo che ordinarne la chiusura». Donati sottolinea che «a seguito di controlli di Asl e dei Nas sono stati trovati alcuni ospiti diversi da quelli previsti. Quella struttura non è destinata a persone non autosufficienti, che invece sono state trovate durante i controlli. Asl e Nas hanno segnalato questa cosa al Comune, che di fatto rilascia la concessione. Così abbiamo inviato a fine ottobre una ordinanza di adeguamento dell’attività. I titolari hanno fatto ricorso al Tar, che prima ha concesso una sospensiva, ma poi il 5 dicembre ha respinto la loro istanza, legittimando l’azione dell’amministrazione. Quindi, pur comprendendo la situazione, non abbiamo potuto che emettere una ordinanza di chiusura della casa di riposo». Insomma, a meno che non ci siano colpi di scena (i titolari promettono una battaglia legale, come riportiamo dell’articolo qui a fianco, ndr), entro il 9 gennaio tutti gli ospiti dovranno lasciare Villa San Giovanni.
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