Il dolore
Caso Ameruso, condanne bis
Gravissimo diciassettenne, sentenza confermata in Appello per vigilessa e automobilista
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CECINA. Caso Ameruso, il giudice del Tribunale di Livorno Teresa Pasquali ha confermato ieri in Appello la sentenza di primo grado con le condanne degli imputati: la vigilessa Maura Onorati e l’automobilista Alberto Calvo. Ed ha di fatto registrato le responsabilità della Onorati e di Calvo nel gravissimo incidente del 14 dicembre 2011 che coinvolse il 17enne cecinese Paolo Ameruso. Il giovane, che viaggiava in motorino in via del Paratino, fu urtato dalla Fiat Brava condotta da Calvo che stava sorpassando una jeep Feroza condotta dalla Onorati. In seguito all’incidente Paolo piombò in coma e dopo una lunga odissea di cure è rimasto tetraplegico. A Onorati e Calvo furono contestati in concorso reati e contravvenzioni che vanno dalle lesioni gravi colpose a condotte in contrasto col codice della strada. Il giudice di Pace Giovanna D’Alessio il 29 gennaio 2015 ava condannato Onorati a 40 giorni ai domiciliari mentre Calvo era stato condannato a trenta giorni. Contro questa sentenza i due avevano presentato Appello che si è chiuso ieri sera. La dottoressa Pasquali ha di fatto confermato l’impianto della sentenza di primo grado. Onorati era assistita dall’avvocato Marco Zanobini del Foro di Firenze, Calvo dall’avvocato Alessio Dinelli. In aula anche i legali delle due assicurazioni degli imputati, Unipol e Reale Mutua. La famiglia Ameruso era rappresentata dagli avvocati Paolo Barabino e Patrizia Cecconi. L’avvocato Barabino al termine dell’udienza si è dichiarato soddisfatto dell’esito processuale e di una sentenza che conferma le responsabilità della vigilessa e dell’automobilista.
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