Sicurezza
il caso
Pescatore multato: «Erano passeggeri non marinai abusivi»
ROSIGNANO. «Quelle tre persone erano scritti sul registro del pesca-turismo e non stavano svolgendo attività di pesca». Simone Sardone non ci sta ad apparire come un “fuorilegge”, soprattutto in...
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ROSIGNANO. «Quelle tre persone erano scritti sul registro del pesca-turismo e non stavano svolgendo attività di pesca». Simone Sardone non ci sta ad apparire come un “fuorilegge”, soprattutto in questo periodo in cui anche nella zona non si fa altro che parlare della vicenda del pescatore che, al largo di Livorno, ha buttato un clandestino in mare accorgendosi che la Guardia costiera si stava avvicinando alla sua imbarcazione.
«Non vorrei si pensasse - prosegue Sardone - che sono uno che butta le persone in mare e le abbandona». Una precisazione che arriva dopo che mercoledì scorso la Guardia costiera ha fermato la sua imbarcazione a due miglia dalla costa di Vada, trovando all’interno tre persone albanesi (di 25, 32 e 36 anni). Ciò ha portato gli uomini dell’Ufficio locale marittimo di Cecina a multare Sardone per una soma totale di 1.500 euro (500 a persona) e anche la cooperativa armatrice del peschereccio. Sardone spiega che farà ricorso contro queste sanzioni, ma soprattutto ci tiene a fornire alcune precisazioni.
«Siamo partiti mercoledì mattina alle 7.30 dal porto di Rosignano - spiega Sardone - e quando la Guardia costiera si è avvicinata, intorno alle 15, stavamo rientrando. Eravamo in navigazione e in quel momento in cabina c’eravamo io e l’altra persona dell’equipaggio, e uno di questi ragazzi. Mentre gli altri due erano sottocoperta. Non stavamo pescando, e queste tre persone non sono state individuate mentre lavoravano».
Sardone ci tiene a sottolineare che i tre ospiti trovati all’interno del peschereccio, «erano regolarmente registrati per l’attività di pesca-turismo. Sulla mia barca posso portare fino a sei persone, compreso l’equipaggio, che in quel momento era formato da me e da un’altra persona. In più c’erano questi tre ospiti, scritti sul registro su cui si deve riportare la presenza di persone a bordo, oltre all’equipaggio. Ripeto: quando la Guardia costiera si è accostata eravamo in navigazione, quindi questi ospiti non potevano svolgere attività di pesca».
Insomma, quel che sta più a cuore al 40enne pescatore di Rosignano è far capire di non aver in alcun modo nuociuto ai tre uomini di nazionalità albanese che viaggiavano sul suo peschereccio.
«Dopo la vicenda che è successa a Livorno - ripete Sardone - voglio mettere le cose in chiaro. Queste tre persone erano all’interno della barca, come ho detto quando la Guardia costiera si è avvicinata ha trovato un uomo in cabina e due nelle cuccette. Non avevo e non ho niente da nascondere, non stavano pescando. Per quanto riguarda la sanzione, confermo che farò ricorso».
Anna Cecchini
«Non vorrei si pensasse - prosegue Sardone - che sono uno che butta le persone in mare e le abbandona». Una precisazione che arriva dopo che mercoledì scorso la Guardia costiera ha fermato la sua imbarcazione a due miglia dalla costa di Vada, trovando all’interno tre persone albanesi (di 25, 32 e 36 anni). Ciò ha portato gli uomini dell’Ufficio locale marittimo di Cecina a multare Sardone per una soma totale di 1.500 euro (500 a persona) e anche la cooperativa armatrice del peschereccio. Sardone spiega che farà ricorso contro queste sanzioni, ma soprattutto ci tiene a fornire alcune precisazioni.
«Siamo partiti mercoledì mattina alle 7.30 dal porto di Rosignano - spiega Sardone - e quando la Guardia costiera si è avvicinata, intorno alle 15, stavamo rientrando. Eravamo in navigazione e in quel momento in cabina c’eravamo io e l’altra persona dell’equipaggio, e uno di questi ragazzi. Mentre gli altri due erano sottocoperta. Non stavamo pescando, e queste tre persone non sono state individuate mentre lavoravano».
Sardone ci tiene a sottolineare che i tre ospiti trovati all’interno del peschereccio, «erano regolarmente registrati per l’attività di pesca-turismo. Sulla mia barca posso portare fino a sei persone, compreso l’equipaggio, che in quel momento era formato da me e da un’altra persona. In più c’erano questi tre ospiti, scritti sul registro su cui si deve riportare la presenza di persone a bordo, oltre all’equipaggio. Ripeto: quando la Guardia costiera si è accostata eravamo in navigazione, quindi questi ospiti non potevano svolgere attività di pesca».
Insomma, quel che sta più a cuore al 40enne pescatore di Rosignano è far capire di non aver in alcun modo nuociuto ai tre uomini di nazionalità albanese che viaggiavano sul suo peschereccio.
«Dopo la vicenda che è successa a Livorno - ripete Sardone - voglio mettere le cose in chiaro. Queste tre persone erano all’interno della barca, come ho detto quando la Guardia costiera si è avvicinata ha trovato un uomo in cabina e due nelle cuccette. Non avevo e non ho niente da nascondere, non stavano pescando. Per quanto riguarda la sanzione, confermo che farò ricorso».
Anna Cecchini
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