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Mamma Michela: «Dispositivo che poteva salvare la mia Gaia»
Michela Cervasio è soddisfatta che l’associazione nata in nome di sua figlia abbia ideato un sistema che rappresenta una importante occasione di sicurezza per tutti i bambini
VADA. «È nato un dispositivo che avrebbe salvato anche la mia Gaia». Michela Cervasio è soddisfatta che l’associazione nata in nome di sua figlia abbia ideato un sistema che rappresenta una importante occasione di sicurezza per tutti i bambini. E per i loro genitori.
La piccola Gaia Onida è scomparsa la mattina del 27 luglio dello scorso anno, dopo che la mattina precedente la mamma, dopo aver portato a scuola la figlia maggiore si è diretta al lavoro, dimenticandosi che nell'auto era rimasta la piccola. Dopo quasi quattro ore la drammatica scoperta, l'arrivo dei soccorritori e il trasferimento prima all’ospedale di Cecina e poi al Meyer di Firenze, dove la bimba è morta la mattina successiva.
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«Se dal nido di Gaia fosse partito l’allarme - dice la mamma della piccola - avrei saputo che non era all’asilo e mi sarei accorta di quello che stava succedendo». Il dispositivo ideato dall’associazione Gaia Onida, formata da sette amici della famiglia Onida che sono diventati soci, si è costituita già nel settembre del 2016. Obiettivo primario: trovare il modo per evitare altre tragedie. «Spero che una tragedia come quella capitata a noi - prosegue Michela - non accada mai più. Il dispositivo “Ok, ci sei!” ha lo scopo di garantire sicurezza ai bambini e allo stesso tempo di dare una mano ai genitori. È un sistema che può aiutare le famiglie e sopperire alla frenesia della vita di tutti i giorni, che è una rincorsa continua fra le tante cose da fare, le nottate senza dormire, i pensieri legati alla famiglia e al lavoro».
Mamma Michela è soddisfatta che l’associazione nata nel nome di Gaia abbia ideato e velocemente realizzato una strumentazione tecnologica che può realmente dare buoni frutti. «Abbiamo progettato qualcosa di molto importante - spiega - e siamo orgogliosi. Speriamo che questa prima sperimentazione vada a buon fine. È un progetto che volevamo fortemente, infatti il dispositivo è stato pensato e realizzato in poco più di un anno».
Michela ripercorre l’iter che ha portato all’installazione in due asili nido di Rosignano (Mammolo e Mio nido hanno aderito alla sperimentazione) del sistema che rileva la presenza dei piccoli alunni, e garantisce così la loro sicurezza e la tranquillità dei loro familiari.
«Inizialmente - spiega - l’associazione è nata per proporre la sistemazione di sensori nei seggiolini per bambini che si usano in auto. Però, nonostante le molte richieste, da Roma tutto tace». Michela e il marito Stefano, insieme al gruppo di amici con cui hanno fondato l’associazione, hanno deciso di non aspettare. E di trovare qualcosa che potesse evitare tragedie come quella di Gaia.
«L’idea - termina Michela - è arrivata pensando al registro elettronico nelle scuole superiori. Il progetto è stato elaborato e il dispositivo è stato pronto in un anno. Speriamo che la sperimentazione vada bene, e che questo sistema sia applicato anche nelle scuole di altri comuni. Per noi è un traguardo importante, ringrazierò per sempre gli altri membri, senza di loro tutto questo non sarebbe stato possibile».(a.c.)
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