Attenzione
UNA PROTESTA GOLIARDICA E MAI MINACCIOSA
Dopo le contestazioni al segretario del Pd Matteo Renzi, nella tappa di martedì 28 novembre a Donoratico del suo tour “Destinazione Italia”, la sindaca di Castagneto Carducci Sandra Scarpellini è...
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Dopo le contestazioni al segretario del Pd Matteo Renzi, nella tappa di martedì 28 novembre a Donoratico del suo tour “Destinazione Italia”, la sindaca di Castagneto Carducci Sandra Scarpellini è intervenuta per distinguere tra la rabbia e la disperazione degli operai ex Lucchini e quella che ha definito la violenza di chi ci ha impedito di parlare. Nella tappa di Donoratico dopo l’arrivo in treno alla stazione ferroviaria il programma prevedeva il saluto in piazza e la visita a un’eccellenza produttiva del territorio, nello specifico all’azienda agricola Citai che produce il vino Sassicaia.
Siamo alcuni dei partecipanti alla contestazione che l’ex presidente del consiglio Matteo Renzi ha ricevuto al suo arrivo a Donoratico martedì 28 novembre. Proprio quelli che, con supponente arroganza, la sindaca di Castagneto Carducci Sandra Scarpellini ha sprezzantemente definito “Fascisti cecinesi”.
Per onestà di cronaca va detto che c’era una nutrita rappresentanza di “dissidenti” provenienti da tutta la Val di Cecina e la Val di Cornia e in particolare da Piombino.
Comprendiamo bene il disagio della sindaca renziana che voleva mostrare al suo politico di riferimento l’immagine di un paese contento del suo governo e pronto a battergli le mani. Ha trovato invece studenti senza prospettiva, operai disoccupati, imprenditori onesti rovinati dalle tasse, agricoltori disperati... questi sono i frutti del suo tanto decantato buon governo. La realtà è ben diversa dalle sue cartoline patinate. Si consoli comunque sindaca Scarpellini altri suoi colleghi hanno subito lo stesso affronto che, glissato sapientemente dai media, grazie alla rete è comunque entrato nelle case degli italiani.
La nostra goliardica protesta non è mai trascesa in toni minacciosi né tantomeno violenti. Infatti, all’ex presidente del consiglio Renzi non è stato impedito di ricevere l’abbraccio dei suoi sostenitori. Il “suo” Renzi, vuole con il tour tastare il polso dell’Italia e noi abbiamo il diritto di fargli comprendere che non apprezziamo né lui né il suo governo.
Ci preme di sottolineare ulteriormente che il suo ruolo di primo cittadino non le consente di apostrofare i non allineati con appellativi che possono offendere ed essere motivo di querela. Ci meraviglia che una sincera democratica dimostri tanta acredine verso chi pacificamente protesta con slogan coloriti.
Chiediamo, inoltre, alla sindaca Scarpellini le scuse pubbliche per aver offeso un’intera comunità. A marzo, se ci verrà permesso di votare, la nostra protesta la faremo nelle urne.
Alessandro Tinti
Andrea Bugliesi
Daniele Biondi
Siamo alcuni dei partecipanti alla contestazione che l’ex presidente del consiglio Matteo Renzi ha ricevuto al suo arrivo a Donoratico martedì 28 novembre. Proprio quelli che, con supponente arroganza, la sindaca di Castagneto Carducci Sandra Scarpellini ha sprezzantemente definito “Fascisti cecinesi”.
Per onestà di cronaca va detto che c’era una nutrita rappresentanza di “dissidenti” provenienti da tutta la Val di Cecina e la Val di Cornia e in particolare da Piombino.
Comprendiamo bene il disagio della sindaca renziana che voleva mostrare al suo politico di riferimento l’immagine di un paese contento del suo governo e pronto a battergli le mani. Ha trovato invece studenti senza prospettiva, operai disoccupati, imprenditori onesti rovinati dalle tasse, agricoltori disperati... questi sono i frutti del suo tanto decantato buon governo. La realtà è ben diversa dalle sue cartoline patinate. Si consoli comunque sindaca Scarpellini altri suoi colleghi hanno subito lo stesso affronto che, glissato sapientemente dai media, grazie alla rete è comunque entrato nelle case degli italiani.
La nostra goliardica protesta non è mai trascesa in toni minacciosi né tantomeno violenti. Infatti, all’ex presidente del consiglio Renzi non è stato impedito di ricevere l’abbraccio dei suoi sostenitori. Il “suo” Renzi, vuole con il tour tastare il polso dell’Italia e noi abbiamo il diritto di fargli comprendere che non apprezziamo né lui né il suo governo.
Ci preme di sottolineare ulteriormente che il suo ruolo di primo cittadino non le consente di apostrofare i non allineati con appellativi che possono offendere ed essere motivo di querela. Ci meraviglia che una sincera democratica dimostri tanta acredine verso chi pacificamente protesta con slogan coloriti.
Chiediamo, inoltre, alla sindaca Scarpellini le scuse pubbliche per aver offeso un’intera comunità. A marzo, se ci verrà permesso di votare, la nostra protesta la faremo nelle urne.
Alessandro Tinti
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