Lutto
Arriva Renzi, in piazza parte la contestazione
Cori di operai Aferpi e di un gruppetto di destra, Scarpellini tenta una mediazione Poi la visita alla tenuta di S. Guido. L’ex sindaco Tinagli: «Slogan assurdi»
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DONORATICO. Matteo Renzi arriva alle 13, 32, appena due minuti di ritardo sulla tabella di marcia. Ad accoglierlo, lungo il binario, c’è la sindaca di Castagneto Sandra Scarpellini, gli ex sindaci Fabio Tinti e Monica Giuntini, il segretario del Pd locale Simone Tinagli, il sindaco di San Vincenzo Alessandro Bandini col segretario della federazione Val di Cornia Massimiliano Roventini. C’è il segretario di Rosignano Francesco Bartalesi. Ci sono altri esponenti del Pd, alcuni pensionati. Ma la piazza è soprattutto presidiata da forze dell’ordine: carabinieri, polizia, vigili urbani. Sono la maggioranza. Su un lato, a fianco della caserma dei carabinieri, c’è un gruppo di lavoratori delle acciaierie di Piombino. Sono 8. Hanno uno striscione. Chiedono di parlare con l’ex premier, vogliono sapere perché – al di là di tante promesse e diversi impegni del governo – si trovano ancora con l’acqua alla gola. La sicurezza li fa accomodare a una certa distanza dall’Audi che accompagnerà Renzi alla Citai. Tra i contestatori una persona con un cartello “Pro memoria: Consip, Expo, Mose, Mafia Capitale, Banca Etruria, Mps”.
In programma c’è una visita a un’eccellenza del territorio, la tenuta San Guido che produce il leader dei supertuscan, il Sassicaia. Renzi e gli operai non s’incontrano (l’ex premier ne riceverà poi una delegazione sul treno). Ma una volta in piazza della Stazione, mentre il segretario comincia a stringere qualche mano, parte sonora la contestazione. Su un lato c’è un gruppetto di giovani di destra, venuti da Cecina, che gridano «buffone» «vai a casa». Sull’altro gli operai dell’Aferpi, piombinesi e non. Lanciano uno slogan colorito, ma al megafono premettono: non ce l’abbiamo con l’azienda che produce il Sassicaia. Poi, però parte il coro: «Per un sorso di Sassicaia, hai svenduto la classe operaia». Il clima è caldo. L’ex premier sale in auto e se ne va, mentre in piazza la contestazione non si placa. Vani gli sforzi della sindaca Sandra Scarpellini di placare gli animi. È lei, del resto, che prima dell’arrivo del segretario nazionale, parla con gli operai. E lo farà anche dopo, dicendo di capire lo stato d’animo e le ragioni della protesta. Ma invitando al rispetto e alla civiltà. E la protesta degli operai, del restto, filerà via in modo civile. «Sulla vicenda delle acciaierie – dirà a margine dell’incontro nella tenuta San Guido – oggi ascolteremo una delegazione di lavoratori della ex Lucchini. Chi conosce la vicenda sa dell’amarezza per qualcuno non ha mantenuto i propri impegni, l’imprenditore algerino Rebrab. Ma il governo – ha aggiunto – sta lavorando per trovare una soluzione».
Sul caso l’ex sindaco di Castagnero Roberto Tinagli non fa sconti. «Con quell’assurdo slogan “per una goccia diSassicaia hai tradito la classe operaia” abbiamo coinvolto negativamente un simbolo del nostro territorio, ovvero ciò che qui riassume in sé lavoro e occupazione, produzione di qualità, eccellenza mondiale, immagine che incentiva flussi turistici e commerciali». La seconda parte della giornata a Donoratico di Renzi sarà decisamente più tranquilla con la visita alla tenuta San Guido di Bolgheri dove l’ex premier, accompagnato dal direttore Carlo Paoli, ha visitato la cantina dove si produce il celebre vino, come aveva fatto nel 2013 in piena campagna elettorale Massimo D’Alema oggi rivale nella file di Mdp. Si è infine soffermato a bere un calice di Sassicaia per poi riprendere la strada verso Pisa.
ALTRO SERVIZIO A PAGINA 3.
In programma c’è una visita a un’eccellenza del territorio, la tenuta San Guido che produce il leader dei supertuscan, il Sassicaia. Renzi e gli operai non s’incontrano (l’ex premier ne riceverà poi una delegazione sul treno). Ma una volta in piazza della Stazione, mentre il segretario comincia a stringere qualche mano, parte sonora la contestazione. Su un lato c’è un gruppetto di giovani di destra, venuti da Cecina, che gridano «buffone» «vai a casa». Sull’altro gli operai dell’Aferpi, piombinesi e non. Lanciano uno slogan colorito, ma al megafono premettono: non ce l’abbiamo con l’azienda che produce il Sassicaia. Poi, però parte il coro: «Per un sorso di Sassicaia, hai svenduto la classe operaia». Il clima è caldo. L’ex premier sale in auto e se ne va, mentre in piazza la contestazione non si placa. Vani gli sforzi della sindaca Sandra Scarpellini di placare gli animi. È lei, del resto, che prima dell’arrivo del segretario nazionale, parla con gli operai. E lo farà anche dopo, dicendo di capire lo stato d’animo e le ragioni della protesta. Ma invitando al rispetto e alla civiltà. E la protesta degli operai, del restto, filerà via in modo civile. «Sulla vicenda delle acciaierie – dirà a margine dell’incontro nella tenuta San Guido – oggi ascolteremo una delegazione di lavoratori della ex Lucchini. Chi conosce la vicenda sa dell’amarezza per qualcuno non ha mantenuto i propri impegni, l’imprenditore algerino Rebrab. Ma il governo – ha aggiunto – sta lavorando per trovare una soluzione».
Sul caso l’ex sindaco di Castagnero Roberto Tinagli non fa sconti. «Con quell’assurdo slogan “per una goccia diSassicaia hai tradito la classe operaia” abbiamo coinvolto negativamente un simbolo del nostro territorio, ovvero ciò che qui riassume in sé lavoro e occupazione, produzione di qualità, eccellenza mondiale, immagine che incentiva flussi turistici e commerciali». La seconda parte della giornata a Donoratico di Renzi sarà decisamente più tranquilla con la visita alla tenuta San Guido di Bolgheri dove l’ex premier, accompagnato dal direttore Carlo Paoli, ha visitato la cantina dove si produce il celebre vino, come aveva fatto nel 2013 in piena campagna elettorale Massimo D’Alema oggi rivale nella file di Mdp. Si è infine soffermato a bere un calice di Sassicaia per poi riprendere la strada verso Pisa.
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