Il Tirreno

L'appello del comitato contro il rigassificatore

Una nave al pontile di Vada
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Una nave al pontile di Vada

Rosignano, il comitato fa notare che il piano energetico nazionale ridimensiona l’uso del gnl

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ROSIGNANO. Il comitato contro il rigassificatore lancia un appello ai cittadini, ai quali chiede di unirsi alla loro battaglia per osteggiare la realizzazione dell’impianto. «Lo dice (finalmente) anche il documento di Strategia energetica nazionale (Sen 2017) - si legge in una nota del comitato a firma di Augusto Menconi - firmato e presentato dai ministri Calenda e Galletti il 10 novembre. Il nuovo documento, che definisce le linee della strategia energetica dell’Italia fino al 2030, va a sostituire la versione precedente. Viene riaffermato il ruolo del gas metano come combustibile “di transizione” per sostenere il passaggio alle rinnovabili e accompagnare la definitiva uscita dall’uso del carbone per le centrali termoelettriche». Insomma, una decisione che il comitato interpreta come una vittoria.

«Ovviamente non si chiude del tutto a nuovi terminali - prosegue Menconi - al gnl viene però assegnato un ruolo “marginale”. Spariscono cioè completamente le prospettive faraoniche di fare dell’Italia lo “Hub” del metano per tutta l’Europa e le politiche di forti incentivi per la realizzazione di nuovi terminali di rigassificazione. Si riconosce che gli impianti esistenti sono largamente sottoutilizzati e, prima di incoraggiare la costruzione di nuovi, si dirige l’attenzione sulla necessità di far lavorare appieno quelli esistenti». Il comitato fa inoltre notare che «molte delle nuove iniziative sono indirizzate preferibilmente al completamento e al miglioramento della rete dei gasdotti e un’attenzione particolare è riservata alla metanizzazione della Sardegna e sostanzialmente gli incentivi, che pure rimangono, vengono riservati a questo tipo di interventi. Le iniziative di nuove e aggiuntive infrastrutture di importazione di metano sono soltanto gasdotti». Menconi fa quindi notare che «il comitato aveva, per tempo, visto giusto: non è necessaria nessuna capacità aggiuntiva di rigassificazione. Il progetto Edison Rosignano in tutte le sue varianti è un progetto inutile e, diciamo noi, inutilmente dannoso e pericoloso. Occorre uno sforzo finale per giungere all’archiviazione definitiva. Richiamiamo quindi l’attenzione dei cittadini, delle associazioni».

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