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Bottigliata allo stadio in arrivo altre sanzioni

Bottigliata allo stadio in arrivo altre sanzioni

Gli investigatori stanno visionando le riprese del parapiglia in tribuna Daspo a Rossetti, parla il vicepresidente: «Valutiamo se fare ricorso»

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CECINA. «Gioca a pallone da quando aveva sette anni, è evidente che adesso è ko. Distrutto». A commentare il Daspo di tre anni che la questura di Livorno ha stabilito per Simone Rossetti, attaccante del Cecina calcio, è il vicepresidente della società Simone Rossi, che è anche il legale del giocatore.

Intanto, lo ha annunciato anche la questura, proseguono le indagini per capire nel dettaglio cosa sia accaduto domenica 19 novembre sugli spalti dello stadio di Cecina dopo la partita contro la Pro Livorno Sorgenti, in maniera da decidere se ci siano altri provvedimenti da prendere. Restrizioni che riguarderanno le persone coinvolte nei tafferugli che hanno animato il dopo-partita domenica scorsa. In poche parole, almeno stando a quanto ricostruito finora, potrebbero essere indirizzati alle famiglie dello stesso Rossetti e di Michael Pellegrini, attaccante del team livornese. Buona parte del caos che è andato in scena sugli spalti, infatti, ha visto protagonisti i familiari dei due atlleti. Tutto, lo ricordiamo, è partito da un gesto di Rossetti, che al termine della partita ha scagliato una bottiglia in aria. L’oggetto è finito in tribuna, sulla testa della figlia di quattro anni di Pellegrini. La bimba è stata portata al pronto soccorso e dimessa con un referto di cinque giorni, così come sono state refertate le mamme dei due attaccanti.

La sera stessa le scuse telefoniche di Rossetti al “collega” della Pro Livorno Sorgenti. Scuse che se hanno risolto eventuali acredini tra i due giocatori, tra l’altro ex compagni di squadra, non hanno certo impedito agli investigatori di presentare notizia di reato alla Procura della Repubblica di Livorno. Venerdì sera la decisione della questura, che ha stabilito tre anni di Daspo per rossetti. La punta nerazzurra, che abbiamo contattato, preferisce non commentare. È evidente quanto il provvedimento che gli vieta per tre anni di frequentare gli stadi italiani e degli altri Stati dell’Unione europea per lui rappresenti un peso insopportabile. «Una mazzata per il giocatore e per la sua famiglia - dice ancora Rossi - Lo sport era ed è per lui una parte fondamentale della sua vita». E se Rossi ci tiene a «esprimere tutto il mio dispiacere per il giocatore», spiega che la società non ha intenzione di accettare il provvedimento della questura. «Ci stiamo adoperando - termina il vicepresidente - per verificare se ci sono i presupposti per impugnare il provvedimento. Nella consapevolezza, questo è evidente, che il gesto di Rossetti è da condannare, tre anni di Daspo sono tanti».

Anna Cecchini

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