Il Tirreno

Tre anni lontano dagli stadi

Tre anni lontano dagli stadi

Bottiglia tirata in tribuna, la questura ha stabilito il provvedimento per l’attaccante del Cecina

2 MINUTI DI LETTURA





CECINA. Tre anni senza avvicinarsi a nessuno stadio. Questo il provvedimento che la questura di Livorno ha preso nei confronti di Simone Rossetti, l’attaccante 27enne del Cecina calcio che domenica scorsa, 19 novembre, al termine della partita contro la Pro Livorno Sorgenti ha scagliato una bottiglia di acqua in aria. L’oggetto, lo ricordiamo, è finito in testa a una bimba di quattro anni che era seduta in tribuna, la figlia del giocatore della squadra ospite, Michael Pellegrini. La piccola per fortuna non è rimasta ferita in modo serio, ma certo è stata portata in pronto soccorso, dove è stata dimessa con un referto di cinque giorni. Il gesto di Rossetti, che certamente non voleva colpire la bimba, ha generato un parapiglia sugli spalti, principalmente fra le famiglie dei due calciatori coinvolti, tanto che le mamme dei due sono rimaste ferite in modo lieve.

Allo stadio, per calmare i tafferugli, sono arrivati carabinieri e polizia, che ha portato avanti le indagini sul caso. E se già nella tarda serata di domenica Rossetti ha chiamato il “collega” livornese per scusarsi e chiedere come stava la bambina, ieri la questura ha deciso di vietare all’attaccante del Cecina l’accesso a tutti i luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive (Daspo). Un provvedimento che, è innegabile, sembra destinato ad allontanare per sempre l’atleta del team rossoblù dal mondo del calcio.

«Non abbiamo da dire nulla - spiega il presidente del Cecina calcio, Massimo Gazzarri - hanno effettuato le indagini e hanno preso questo provvedimento. Ci riuniremo come consiglio della società, all’interno del quale ci sono tra l’altro due legali, e valuteremo se fare qualcosa, e se è possibile impugnare quella che è una sanzione amministrativa». Gazzarri, inoltre, spiega la sua preoccupazione per Rossetti: «L’unica cosa che adesso posso dire è che mi dispiace per lui, perché è una bravissima persona».

Quel che è certo è che, secondo le prescrizioni dettate dalla questura, nei tre anni di Daspo Rossetti non solo non potrà giocare, ma neppure accedere ad alcun impianto sportivo dove si svolgono partite di calcio di tutte le categorie, né in Italia né negli altri Stati dell’Unione Europea. Pena la reclusione da uno a tre anni e una multa da 10mila a 40mila euro.

Tra l’altro la questura fa capire che prenderà provvedimenti anche nei confronti di altre persone coinvolte nei tafferugli di domenica scorsa. «Sono in corso - si legge nel comunicato della questura -, anche attraverso la valutazione delle riprese video-fotografiche, ulteriori valutazioni in ordine alla posizione di altre persone coinvolte nell’accaduto, a conclusione delle quali saranno assunte conseguenti determinazioni».(a.c.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web