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OBBLIGATO A ESAMI OGNI 6 MESI UN ANNO DI ATTESA O A FIVIZZANO
di STEFANO ANTONINI
Scopre di essere affetto da una patologia grave dopo aver eseguito un semplicissimo esame del sangue. Dopo il percorso specialistico tra l’ospedale di Livorno e quello di Cisanello, a Pisa, il...
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Scopre di essere affetto da una patologia grave dopo aver eseguito un semplicissimo esame del sangue. Dopo il percorso specialistico tra l’ospedale di Livorno e quello di Cisanello, a Pisa, il responso è che deve monitorare costantemente la malattia, con controlli perentori ed inderogabili. E qui arriva il peggio. Ecco la testimonianza che ci ha reso Stefano Antonini, cecinese, esponente del Movimento 5 Stelle, che qui comunque interviene a titolo personale.
di STEFANO ANTONINI
Più che di ospedali in rete, da queste parti l’area super vasta (nuova definizione) da Livorno, Pisa, Massa, Viareggio, Lucca, Grosseto e tutti i piccoli dipartimenti ospedalieri sparsi per il nord ovest di questa enorme e dispersiva regione dal punto di vista sanitario , si potrebbe parlare di ospedali a strascico. Esattamente come con le reti da pesca di tutto il pesce catturato si fa un unico bottino , così per le necessità dei pazienti, con le più variegate patologie si fa un unico guazzabuglio e li si divide e distribuisce nei vari distretti sempre secondo modalità scelte in base a criteri più che discutibili (smaltimento code nei vari cup? ).
Quanto poi ai tempi di inserimento per accertamenti diagnostici si parla sempre di mesi se non addirittura di anni ( grazie alla lungimirante creazione della super area?)A tal proposito voglio raccontarvi la mia esperienza.
Circa due mesi fa, a seguito della diagnosi di una patologia neoplastica inizia il percorso specialistico tra Livorno e Cisanello e fin qui tutto prosegue speditamente vista l’urgenza della situazione. Il bello arriva quando si debbono prenotare i controlli diagnostici con cadenza semestrale per gli anni a venire , dato che il protocollo medico questo richiede per la patologia in essere.
Cambio scena : Cup di Cecina richiesta appuntamento per ecografia con ben 6 mesi ( settembre 2017) di anticipo dalla data prescritta per il controllo (marzo 2018), mi viene risposto che la prima data utile è a fine ottobre 2018 , praticamente al doppio del tempo richiesto. Non accetto e mi dicono di tornare qualche giorno dopo.
Torno e sempre al Cup dell’ ospedale mi danno un nuovo appuntamento questa volta esattamente come indicato a Marzo 2018 , ma non a Cecina, bensì a Fivizzano 110 km a nord da dove risiedo. Questa sarebbe la soluzione?
Ciò significa fare in modo che il cittadino rinunci a queste proposte esplicitamente oscene per rivolgersi al privato e magari indurlo in un vicino futuro a contrarre un’ assicurazione sanitaria di modo che la sanità diventi privata e quindi utilizzabile prevalentemente da una parte di popolazione, agli altri adieu !
Un modo subdolo per far ricadere le colpe del dissesto sanitario, dovuto ai tagli feroci , sul cittadino e contemporaneamente deresponsabilizzarsi come figure istituzionali e politiche .
A questo punto la mia vuol essere non una lamentela personale, ma una chiara denuncia pubblica di uno stato dell’arte a dir poco vergognoso.
Ci si deve render conto che la distruzione dello stato sociale e della sanità nello specifico, sta passando lentamente e sotto silenzio , sulle spalle di tutti , con l’avallo delle istituzioni regionali e comunali che si adeguano ai diktat governativi centrali, ma soprattutto con il silenzio /assenso della popolazione che davanti a queste situazioni personali anche drammatiche accetta, subisce supinamente e mette a rischio la propria pelle, in una forma di rassegnazione inaudita.
Molti cittadini/pazienti sono in queste condizioni , li ho visti ed ascoltati nei giorni di frequentazione ospedaliera , ma nessuno si muove o denuncia una situazione di soprusi, violenza e lesione dell’unico diritto fondamentale che abbiamo: il rispetto per la vita e la dignità di essere umano sano o malato che sia .
Ci si deve svegliare da questo sonno delle coscienze !
©RIPRODUZIONE RISERVATA
di STEFANO ANTONINI
Più che di ospedali in rete, da queste parti l’area super vasta (nuova definizione) da Livorno, Pisa, Massa, Viareggio, Lucca, Grosseto e tutti i piccoli dipartimenti ospedalieri sparsi per il nord ovest di questa enorme e dispersiva regione dal punto di vista sanitario , si potrebbe parlare di ospedali a strascico. Esattamente come con le reti da pesca di tutto il pesce catturato si fa un unico bottino , così per le necessità dei pazienti, con le più variegate patologie si fa un unico guazzabuglio e li si divide e distribuisce nei vari distretti sempre secondo modalità scelte in base a criteri più che discutibili (smaltimento code nei vari cup? ).
Quanto poi ai tempi di inserimento per accertamenti diagnostici si parla sempre di mesi se non addirittura di anni ( grazie alla lungimirante creazione della super area?)A tal proposito voglio raccontarvi la mia esperienza.
Circa due mesi fa, a seguito della diagnosi di una patologia neoplastica inizia il percorso specialistico tra Livorno e Cisanello e fin qui tutto prosegue speditamente vista l’urgenza della situazione. Il bello arriva quando si debbono prenotare i controlli diagnostici con cadenza semestrale per gli anni a venire , dato che il protocollo medico questo richiede per la patologia in essere.
Cambio scena : Cup di Cecina richiesta appuntamento per ecografia con ben 6 mesi ( settembre 2017) di anticipo dalla data prescritta per il controllo (marzo 2018), mi viene risposto che la prima data utile è a fine ottobre 2018 , praticamente al doppio del tempo richiesto. Non accetto e mi dicono di tornare qualche giorno dopo.
Torno e sempre al Cup dell’ ospedale mi danno un nuovo appuntamento questa volta esattamente come indicato a Marzo 2018 , ma non a Cecina, bensì a Fivizzano 110 km a nord da dove risiedo. Questa sarebbe la soluzione?
Ciò significa fare in modo che il cittadino rinunci a queste proposte esplicitamente oscene per rivolgersi al privato e magari indurlo in un vicino futuro a contrarre un’ assicurazione sanitaria di modo che la sanità diventi privata e quindi utilizzabile prevalentemente da una parte di popolazione, agli altri adieu !
Un modo subdolo per far ricadere le colpe del dissesto sanitario, dovuto ai tagli feroci , sul cittadino e contemporaneamente deresponsabilizzarsi come figure istituzionali e politiche .
A questo punto la mia vuol essere non una lamentela personale, ma una chiara denuncia pubblica di uno stato dell’arte a dir poco vergognoso.
Ci si deve render conto che la distruzione dello stato sociale e della sanità nello specifico, sta passando lentamente e sotto silenzio , sulle spalle di tutti , con l’avallo delle istituzioni regionali e comunali che si adeguano ai diktat governativi centrali, ma soprattutto con il silenzio /assenso della popolazione che davanti a queste situazioni personali anche drammatiche accetta, subisce supinamente e mette a rischio la propria pelle, in una forma di rassegnazione inaudita.
Molti cittadini/pazienti sono in queste condizioni , li ho visti ed ascoltati nei giorni di frequentazione ospedaliera , ma nessuno si muove o denuncia una situazione di soprusi, violenza e lesione dell’unico diritto fondamentale che abbiamo: il rispetto per la vita e la dignità di essere umano sano o malato che sia .
Ci si deve svegliare da questo sonno delle coscienze !
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