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Malato per l’amianto vive dentro un camper - Video

Malato per l’amianto vive dentro un camper - Video

Rosignano, a Luigi Del Cancia sono state riconosciute asbestosi e placche pleuriche: «Sono malattie professionali, eppure ancora non mi danno una pensione»

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ROSIGNANO. Da un anno vive dentro a un vecchissimo camper. Senza riscaldamento, né frigo, né acqua calda. «Eppure l’Inps mi ha comunicato che potevo fare richiesta di prepensionamento vista le malattie che mi hanno scoperto. L’ho fatto, ma da quasi tre mesi non mi forniscono risposta». Luigi Del Cancia ha l’asbestosi e le placche pleuriche, patologie che gli sono state riconosciute dall’Università di Siena, dove nel 2011 è stato ricoverato quattro giorni in ospedale per effettuare vari accertamenti.

Una storia costellata di richieste e porte chiuse in faccia quella di Del Cancia, che ha 64 anni e per sopravvivere ogni mese va a ritirare il pacco viveri messo a disposizione dalla Caritas per le persone indigenti. «Ho lavorato oltre 34 anni - spiega all’interno del parco industriale Solvay. Prima del ’78 per alcune ditte in appalto e poi per l’azienda stessa, in vari reparti. Nel 2008 ho perso il lavoro, sono stato licenziato e ho avuto una liquidazione, la mia idea era di lasciare l’Italia ma poi per vari problemi la vita è andata diversamente».

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Tre anni dopo, la scoperta di essere affetto da asbestosi e placche pleuriche. «Dopo aver perso il lavoro, sono venuto a conoscenza - racconta - della legge riguardante l’esposizione dei lavoratori all’amianto e ho conosciuto anche l’attività dell’Ona (Osservatorio nazionale amianto), che mi ha aiutato a ottenere una visita al centro per le malattie professionali del policlinico Le Scotte di Siena». Risultato: nel 2011 Del Cancia scopre la terribile patologia che lo affligge.

«Dato che anche allora esisteva una normativa - prosegue - riguardante l’esposizione all’amianto, nel 2011 ho avviato presso l’Inail il percorso per il riconoscimento della malattia professionale. E l’ho ottenuto nel 2014, quando era entrata in vigore la legge sugli esodati. Così ho presentato la prima domanda al ministero del Lavoro per sapere se potevo rientrare in questa categoria, ottenendo parere favorevole».

Nel 2015 decide di presentare richiesta all’Inps per ottenere la pensione. «Loro mi rispondono negativamente - dice ancora -, faccio ricorso e non viene accettato. Nel frattempo, era il 2015, esce la nuova legge di salvaguardia per i lavoratori che hanno terminato l’attività prima della norma Fornero, e io ripresento la richiesta all’Inps, consigliato da un patronato di Massa Carrara, dove allora mi ero temporaneamente trasferito con la mia compagna». A fine agosto di quest’anno, mentre ancora l’Inps doveva rispondere, «il ministero fa un decreto attuativo per cui le persone affette da malattia professionale per esposizione all’amianto possono presentare domanda per prepensionamento. Tra l’altro proprio in quei giorni l’Inps di Massa- Cararra ha dato l’ok alla pensione a partire dal luglio 2018».

Del Cancia però, dopo tanti anni di attese, decide di utilizzare la possibilità di prepensionamento che si è aperta grazie al decreto pubblicato l’estate scorsa. «La domanda all’Inps l’ho presentata l’1 settembre - termina -, entro i tempi previsti, ma da allora non ho avuto nessun cenno di risposta. Da un anno vivo in condizioni disumane, dentro a questo camper che ha trent’anni e non ha riscaldamento né frigo. Oltretutto ora sono solo, la mia compagna è morta. Credo sia una ingiustizia, perché sono seriamente malato».

 

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