Sicurezza
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Cava di marmo, in consiglio la mozione della lista As
SAN VINCENZO. «Il Comune di Castagneto Carducci è pronto a recepire il Piano provinciale per le attività estrattive spianando la strada all’apertura della cava del Broccatello. La cava insiste nel...
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SAN VINCENZO. «Il Comune di Castagneto Carducci è pronto a recepire il Piano provinciale per le attività estrattive spianando la strada all’apertura della cava del Broccatello. La cava insiste nel sistema collinare a nord del Comune di San Vincenzo e la previsione che conosciamo è quella di far passare i camion nel bel mezzo dell’abitato dell’Acquaviva, attraverso via Alessandro Volta». Questa la premessa da cui muovono i consiglieri comunali di Assemblea sanvincenzina che sul tema presentano una mozione in discussione nella seduta consiliare del 28 novembre.
«Non è mai stata fatta una discussione ampia ed estesa ai Comuni interessati sulle prospettive economiche e sugli impatti della riapertura della cava e l’amministrazione sanvincenzina, con una nota del 21 luglio 2014 a firma dell’allora dirigente Andrea Filippi acconsentiva all’ipotesi del transito dei mezzi pesanti da via Volta, a seguito della stipula di apposita fideiussione a garanzia degli eventuali danni». Una mozione per fare chiarezza quella di Paolo Riccucci, Francesco Battini e Fabiana Boccini. «Sono passati gli anni ma non conosciamo ulteriori atti formali assunti dall’amministrazione per approfondire le implicazioni della riapertura della cava e soprattutto per scongiurare la possibilità che un ulteriore elemento di traffico pesante congestioni l’accesso nord del paese – sostengono –. Le ipotesi sono pertanto due. L’amministrazione ha agito per vie segrete, senza coinvolgere il consiglio comunale e tanto meno la cittadinanza ed è riuscita a ottenere quantomeno che i tir compiano un altro percorso, e ci sarebbe da capire quale, oppure si è lasciata l’argomento dietro le spalle». L’iter urbanistico che fa capo a Castagneto segna un passaggio fondamentale. «Siamo all’atto finale – dicono –. Ciò che non deve avvenire è che un quartiere in cui gli indirizzi amministrativi hanno prodotto solo la moltiplicazione delle case senza affrontare il rapporto con i pesanti flussi veicolari, con infrastrutture dal tracciato caotico, con il degrado dell’ex conservificio e del silo Solvay, e con l’assenza di un collegamento pedonale con il mare, debba pagare questo ulteriore prezzo in termini di sicurezza, salute e qualità della vita. C’è bisogno di chiarezza sull’operato amministrativo e di intransigenza sulla tutela dell’area nord del paese».
«Non è mai stata fatta una discussione ampia ed estesa ai Comuni interessati sulle prospettive economiche e sugli impatti della riapertura della cava e l’amministrazione sanvincenzina, con una nota del 21 luglio 2014 a firma dell’allora dirigente Andrea Filippi acconsentiva all’ipotesi del transito dei mezzi pesanti da via Volta, a seguito della stipula di apposita fideiussione a garanzia degli eventuali danni». Una mozione per fare chiarezza quella di Paolo Riccucci, Francesco Battini e Fabiana Boccini. «Sono passati gli anni ma non conosciamo ulteriori atti formali assunti dall’amministrazione per approfondire le implicazioni della riapertura della cava e soprattutto per scongiurare la possibilità che un ulteriore elemento di traffico pesante congestioni l’accesso nord del paese – sostengono –. Le ipotesi sono pertanto due. L’amministrazione ha agito per vie segrete, senza coinvolgere il consiglio comunale e tanto meno la cittadinanza ed è riuscita a ottenere quantomeno che i tir compiano un altro percorso, e ci sarebbe da capire quale, oppure si è lasciata l’argomento dietro le spalle». L’iter urbanistico che fa capo a Castagneto segna un passaggio fondamentale. «Siamo all’atto finale – dicono –. Ciò che non deve avvenire è che un quartiere in cui gli indirizzi amministrativi hanno prodotto solo la moltiplicazione delle case senza affrontare il rapporto con i pesanti flussi veicolari, con infrastrutture dal tracciato caotico, con il degrado dell’ex conservificio e del silo Solvay, e con l’assenza di un collegamento pedonale con il mare, debba pagare questo ulteriore prezzo in termini di sicurezza, salute e qualità della vita. C’è bisogno di chiarezza sull’operato amministrativo e di intransigenza sulla tutela dell’area nord del paese».
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