Sicurezza
Il fango e l’acqua da 17 anni invadono la sua proprietà
di Manolo Morandini
Montescudaio, il Tribunale di Livorno gli dà ragione «Eppure anche con quella sentenza niente è cambiato»
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MONTESCUDAIO. Non sa quali carte mostrare per prime. Ha un mazzo di fotografie che immortalano i danni alla sua proprietà. E una montagna di fogli che documentano una storia di esposti, segnalazioni e diffide, per lo più cadute nel vuoto. Tutte tessere di una vicenda lunga 17 anni, che non si è ancora conclusa a Montescudaio. Eppure, il signor Antonio Neri non molla. Non ci sta a vedere la sua proprietà andare in malora per i continui sversamenti di fango e detriti. I ruscellamenti di acqua piovana e quei ristagni di acque nere e putride che delle volte rendono l’aria nel suo giardino irrespirabile. «È sufficiente una pioggia un po’ più abbondante che mi ritrovo con i problemi contro cui mi batto dal 2000». È necessario alzare lo sguardo dalla sua proprietà al fronte di collina che la sovrasta. A lato della via Provinciale dei tre Comuni. Quella dove negli anni e non senza difficoltà ha preso forma la lottizzazione La Villa. Tre lotti, due dei quali con riflessi evidenti su Casa Verde, la proprietà del signor Neri, sei appartamenti con giardino, piscina e un ettaro di terreno.
Dalla sua il signor Antonio ha l’evidenza che restituiscono i luoghi e una prima sentenza del Tribunale di Livorno, arrivata nel 2016, che riconosce in larga parte il fondamento della sua battaglia. «Ma è lettera morta, dei soldi stabiliti a risarcimento non ho visto nulla», dice. La sentenza riconosce a Neri i danni subiti nel 2006 per due allagamenti, il 17 settembre e il 6 dicembre, con percolazione di liquami nel suo terreno. A pagare il conto che supera i 50.000 euro dovrebbero essere le società I Pini Srl e la Tosco Edil Srl, quest’ultima nel frattempo è stata posta in liquidazione.
«Le cause accertate all’epoca dall’ingegnere Giancarlo Heusch, consulente tecnico incaricato dal Tribunale – afferma il signor Neri –. Si parla di una inadeguatezza dei sistemi di raccolta e smaltimento delle acque piovane come di quelle provenienti dalla strada provinciale. E la situazione da allora non è stata risolta». Che aggiunge: «Dopo 17 anni mi trovo a combattere con i problemi di sempre e che avevo da subito segnalato non solo a chi si occupava della direzione dei lavori ma anche al Comune di Montescudaio».
È sufficiente seguire i percorsi dell’acqua che scende verso valle per risalire ai piedi della lottizzazione La Villa. Nel piazzale scorre un rigagnolo di acqua maleodorante. E dove doveva essere installato l’impianto di sollevamento di fatto c’è una pozza di acqua putrescente. «Continuo a segnalare ma niente cambia – afferma –. Dopo 16 anni la sindaca Simona Fedeli che è succeduta ad Aurelio Pellegrini almeno mmi ha risposto con una lettera. Si è limitata a riconoscere tutte le opere mancanti che erano previste dalla convenzione dichiarando che la sua amministrazione come la precedente prova a risolvere i problemi legati alla vecchia lottizzazione. Eppure sarebbe stato sufficiente attenersi alla convenzione come più volte ho provato a chiedere».
Dalla sua il signor Antonio ha l’evidenza che restituiscono i luoghi e una prima sentenza del Tribunale di Livorno, arrivata nel 2016, che riconosce in larga parte il fondamento della sua battaglia. «Ma è lettera morta, dei soldi stabiliti a risarcimento non ho visto nulla», dice. La sentenza riconosce a Neri i danni subiti nel 2006 per due allagamenti, il 17 settembre e il 6 dicembre, con percolazione di liquami nel suo terreno. A pagare il conto che supera i 50.000 euro dovrebbero essere le società I Pini Srl e la Tosco Edil Srl, quest’ultima nel frattempo è stata posta in liquidazione.
«Le cause accertate all’epoca dall’ingegnere Giancarlo Heusch, consulente tecnico incaricato dal Tribunale – afferma il signor Neri –. Si parla di una inadeguatezza dei sistemi di raccolta e smaltimento delle acque piovane come di quelle provenienti dalla strada provinciale. E la situazione da allora non è stata risolta». Che aggiunge: «Dopo 17 anni mi trovo a combattere con i problemi di sempre e che avevo da subito segnalato non solo a chi si occupava della direzione dei lavori ma anche al Comune di Montescudaio».
È sufficiente seguire i percorsi dell’acqua che scende verso valle per risalire ai piedi della lottizzazione La Villa. Nel piazzale scorre un rigagnolo di acqua maleodorante. E dove doveva essere installato l’impianto di sollevamento di fatto c’è una pozza di acqua putrescente. «Continuo a segnalare ma niente cambia – afferma –. Dopo 16 anni la sindaca Simona Fedeli che è succeduta ad Aurelio Pellegrini almeno mmi ha risposto con una lettera. Si è limitata a riconoscere tutte le opere mancanti che erano previste dalla convenzione dichiarando che la sua amministrazione come la precedente prova a risolvere i problemi legati alla vecchia lottizzazione. Eppure sarebbe stato sufficiente attenersi alla convenzione come più volte ho provato a chiedere».
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