La manifestazione
il caso costa degli etruschi
Stop al Gran premio una fine annunciata
Scorrono i titoli di coda. 22 anni di storia cancellati da uno scarno comunicato stampa. Del resto, chi organizza per lavoro non mira al cuore ma al portafoglio e se questo non è pieno nei tempi...
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Scorrono i titoli di coda. 22 anni di storia cancellati da uno scarno comunicato stampa. Del resto, chi organizza per lavoro non mira al cuore ma al portafoglio e se questo non è pieno nei tempi stabiliti stacca la spina. Lo fa in modo brutale, senza avvisare i parenti più stretti, quelli che il Gran premio Costa degli etruschi lo partorirono in un doloroso ma bellissimo travaglio. Ecco, oggi piangono soprattutto loro, quelli che con la forza dell’incoscienza misero in piedi una manifestazione che in pochi anni divenne un evento mediatico e pubblicitario senza precedenti per questo territorio. Non è certo un pianto liberatorio il loro, nonostante le condizioni del paziente si fossero aggravate negli anni e più volte ne avessero consigliato l’eutanasia. Negli ultimi 4 poi il Gran premio era rimasto in vita solo per un accanimento terapeutico che ne allungava un’agonia provocata da una serie di traumi che ne minarono il cammino negli anni.
Dicevamo dei titoli di coda. Scorrono i personaggi e gli interpreti di questo splendido film: Guidi, Cipollini, Viviani, Petacchi, Scarponi, Ulissi e poi i Comuni sponsor, le testate giornalistiche e televisive internazionali, le dirette della Rai, Alfredo Martini, Franco Ballerini, Paolo Bettini, le decine di migliaia di persone che in 22 anni hanno preso d’assalto il percorso. Tutto finito. Il turismo in bassa stagione, gli alberghi pieni a febbraio, le iniziative collaterali, le squadre in ritiro. Nulla. Fumo negli occhi. Un progressivo e inesorabile declino dovuto alle condizioni economiche generali del Paese, ma anche a scelte diverse che hanno minato alle fondamenta l’iniziativa. Sappiamo che l’organizzatore e il Comune di Castagneto s’incontreranno tra qualche giorno. La sindaca tenterà un ultimo disperato tentativo mettendo sul piatto... niente. L’organizzatore risponderà: «La ringrazio per la stima ma io organizzo gare, non faccio beneficenza». Rassegniamoci, tutte le cose belle prima o poi finiscono, le condizioni dei nostri Comuni non sono più in grado di garantire il necessario supporto economico, così Laigueglia si riprenderà l’ambito primato di essere la gara d’apertura europea, a noi resteranno le immagini di Diego Ulissi a braccia alzate sul traguardo della sua Donoratico in un piovoso pomeriggio di febbraio, ultima gioia prima di un funerale annunciato.
Giorgio Creatini
Dicevamo dei titoli di coda. Scorrono i personaggi e gli interpreti di questo splendido film: Guidi, Cipollini, Viviani, Petacchi, Scarponi, Ulissi e poi i Comuni sponsor, le testate giornalistiche e televisive internazionali, le dirette della Rai, Alfredo Martini, Franco Ballerini, Paolo Bettini, le decine di migliaia di persone che in 22 anni hanno preso d’assalto il percorso. Tutto finito. Il turismo in bassa stagione, gli alberghi pieni a febbraio, le iniziative collaterali, le squadre in ritiro. Nulla. Fumo negli occhi. Un progressivo e inesorabile declino dovuto alle condizioni economiche generali del Paese, ma anche a scelte diverse che hanno minato alle fondamenta l’iniziativa. Sappiamo che l’organizzatore e il Comune di Castagneto s’incontreranno tra qualche giorno. La sindaca tenterà un ultimo disperato tentativo mettendo sul piatto... niente. L’organizzatore risponderà: «La ringrazio per la stima ma io organizzo gare, non faccio beneficenza». Rassegniamoci, tutte le cose belle prima o poi finiscono, le condizioni dei nostri Comuni non sono più in grado di garantire il necessario supporto economico, così Laigueglia si riprenderà l’ambito primato di essere la gara d’apertura europea, a noi resteranno le immagini di Diego Ulissi a braccia alzate sul traguardo della sua Donoratico in un piovoso pomeriggio di febbraio, ultima gioia prima di un funerale annunciato.
Giorgio Creatini
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