Il Tirreno

Villa Mirabella, il recupero resta un sogno nel cassetto

di Alessandra Bernardeschi
 Villa Mirabella, il recupero resta un sogno nel cassetto

Il Comune aveva giocato la carta del Demanio, ma non ha avuto i finanziamenti Anche il bando d’interesse è rimasto lettera morta: un bene in lento declino

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GABBRO. Villa Mirabella, dal 1761, guarda verso il Gabbro e la valle dove scorre la statale 206 da una prospettiva diversa. Da residenza dei signori Finocchietti, ricca famiglia di origine francese, e, anni dopo, della marchesa Teresa Ripa di Meana, a rudere che il trascorrere del tempo sta distruggendo pezzo per pezzo. Eppure si tratta, architettonicamente parlando, di una delle strutture più belle, realizzate in stile neoclassico, della provincia di Livorno. Nascosta tra il verde, forse anche per questo poco conosciuta dagli stessi residenti del comune, la villa si erge su un piccolo colle. Al suo interno, tra mura scrostate e oltraggiate da scritte, emergono cicli di affreschi di pittori sconosciuti, soffitti decorati a cassettoni. Fuori, quello che rimane di un giardino pensile. Dal 1984 la villa è di proprietà del comune di Rosignano Marittimo grazie ad una donazione. Ma, in 33 anni, nessun progetto di riqualificazione ha interessato la struttura. Oggi, l’intenzione del Comune, sarebbe quella di valorizzare l’immobile facendolo conoscere a livello nazionale e internazionale. Il canale sarebbe quello dell’Agenzia del Demanio. «Il Demanio ha presentato ai Comuni l’opportunità di utilizzare canali di informazione e comunicazione per valorizzare vecchie strutture. Un canale - spiega il sindaco Alessandro Franchi - che potrebbe essere lo strumento necessario per far conoscere la villa al di là del territorio comunale. L’obiettivo è quello di trovare un privato pronto ad investire sulla prestigiosa struttura che non presenta vincoli se non quello di essere trasformato in residenza privata. D’altra parte oggi l’amministrazione comunale non può intervenire direttamente per qualificare villa Mirabella. Non possiamo togliere dal bilancio milioni di euro quando abbiamo altre priorita, come strade e marciapiedi». Già l’anno scorso il Comune di Rosignano tentò la carta dei finanziamenti messi a disposizione dal Consiglio dei Ministri attraverso l’iniziativa bellezza@governo.it. 150 milioni di euro che dovevano essere destinati a luoghi abbandonati e, per questo, da recuperare. Possibilità che, evidentemente non è andata a buon fine. Ed anche nel 2015 il Comune di Rosignano Marittimo pubblicò un avviso di manifestazione di interesse per l'acquisizione o una concessione pluriennale (massimo 50 anni) per valorizzare la struttura.Tutti tentativi che fino ad oggi non sembrano essere andati a buon fine. «Eppure - spiega l’assessore all’urbanistica Margherita Pia - ha ampliato la destinazione d’uso della villa che può essere trasformata in albergo, in un centro studi, un museo, una sede espositiva. Tutto fuorché una privata abitazione». Nonostante le varie destinazioni d’uso, ancora oggi nessuno si è fatto avanti con un progetto concreto. «Per questo- conclude Franchi - stiamo valutando la possibilità di utilizzare il canale offerto dall’Agenzia del Demanio così da pubblicizzare al massimo, a livello nazionale e internazionale, la villa e vedere se potranno arrivare manifestazioni di interesse da fuori zona». Una nuova chance per riportare in vita la villa caduta nell’oblio.

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