Sicurezza
Emodinamica, niente studio L’Asl chiede altri 15 giorni
Il rapporto non è pronto. De Lauretis: «Approfondimenti sui dati con l’Ars» Lippi e la petizione: «Pronto a firmare, questa una battaglia mia e di don Reno»
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CECINA. Prima notizia: lo studio sulla rete tempodipendente dell’infarto nell’area a sud di Livorno non c’è, non è ancora pronto. «Non ne so i contenuti e attendo come tutti di conoscerne i risultati», dice il sindaco Samuele Lippi rispondendo alla richiesta di Don Reno di poter vedere lo studio prima dell’incontro pubblico. Incontro pubblico annunciato dallo stesso Lippi per il 23 novembre a Donoratico, presenti le Società della Salute Bvc e Piombino e che presumibilmente sarà posticipato.
Seconda notizia: Lippi firmerà la petizione promossa in questi giorni. E rilancia di essere stato lui, insieme a Don Reno, il promotore di questa battaglia per una migliore risposta nella cura dell’infarto.
Ma andiamo con ordine. «Proprio ieri - scrive Lippi in una nota inviata alla stampa - la direttrice generale dell’azienda Usl Toscana Nord Ovest ha comunicato in via ufficiale che il documento di studio sul funzionamento della rete Ima nel territorio della provincia di Livorno e sulla necessità di una ulteriore emodinamica è in fase di ultimazione». Nella comunicazione della dg resa a Lippi si spiega che “si rendono però necessarie alcune ulteriori modifiche anche sui dati epidemiologici con l’Agenzia Regionale Sanità e con la Programmazione di Area Vasta per i quali saranno necessari ulteriori quindici giorni. Il documento potrà essere ultimato per la fine del mese. Mi scuso - conclude De Lauretis - ma il tema è senz’altro complesso”.
Su che tipo di modifiche, tuttavia, non si dice di più.
«Credo che questo necessario approfondimento possa essere un elemento di ulteriore garanzia - commenta nperò il sindaco Lippi -. Quello che conta, come abbiamo sottolineato anche come conferenza dei sindaci della Bassa Val di Cecina, è che si tratti di uno studio completo, con valutazioni basate su dati oggettivi. Ed è questo che ho sollecitato a più riprese».
Il sindaco risponde anche all’invito arrivato da più parti a firmare la petizione per la sala di Emodinamica.
«Sono pronto a farlo, anzi, lo farò quanto prima. Mi fa piacere - sottolinea - che adesso anche i cittadini, i movimenti e le altre forze politiche partecipino ad una battaglia che io, insieme a Don Reno, abbiamo lanciato già diversi anni fa. In questo senso le petizioni possono essere un valido supporto ma è chiaro che io, come sindaco, ho un ruolo diverso e devo necessariamente passare attraverso processi istituzionali, come l’aver fatto riconoscere ed inserire nel piano di Area Vasta il bisogno di un’analisi sull’apertura di un’ulteriore emodinamica in questo tratto di costa. Processi e analisi che prevedono prima di ogni cosa che la situazione venga fotografata oggettivamente per poi aprire una discussione basata su valutazioni incontestabili».
Seconda notizia: Lippi firmerà la petizione promossa in questi giorni. E rilancia di essere stato lui, insieme a Don Reno, il promotore di questa battaglia per una migliore risposta nella cura dell’infarto.
Ma andiamo con ordine. «Proprio ieri - scrive Lippi in una nota inviata alla stampa - la direttrice generale dell’azienda Usl Toscana Nord Ovest ha comunicato in via ufficiale che il documento di studio sul funzionamento della rete Ima nel territorio della provincia di Livorno e sulla necessità di una ulteriore emodinamica è in fase di ultimazione». Nella comunicazione della dg resa a Lippi si spiega che “si rendono però necessarie alcune ulteriori modifiche anche sui dati epidemiologici con l’Agenzia Regionale Sanità e con la Programmazione di Area Vasta per i quali saranno necessari ulteriori quindici giorni. Il documento potrà essere ultimato per la fine del mese. Mi scuso - conclude De Lauretis - ma il tema è senz’altro complesso”.
Su che tipo di modifiche, tuttavia, non si dice di più.
«Credo che questo necessario approfondimento possa essere un elemento di ulteriore garanzia - commenta nperò il sindaco Lippi -. Quello che conta, come abbiamo sottolineato anche come conferenza dei sindaci della Bassa Val di Cecina, è che si tratti di uno studio completo, con valutazioni basate su dati oggettivi. Ed è questo che ho sollecitato a più riprese».
Il sindaco risponde anche all’invito arrivato da più parti a firmare la petizione per la sala di Emodinamica.
«Sono pronto a farlo, anzi, lo farò quanto prima. Mi fa piacere - sottolinea - che adesso anche i cittadini, i movimenti e le altre forze politiche partecipino ad una battaglia che io, insieme a Don Reno, abbiamo lanciato già diversi anni fa. In questo senso le petizioni possono essere un valido supporto ma è chiaro che io, come sindaco, ho un ruolo diverso e devo necessariamente passare attraverso processi istituzionali, come l’aver fatto riconoscere ed inserire nel piano di Area Vasta il bisogno di un’analisi sull’apertura di un’ulteriore emodinamica in questo tratto di costa. Processi e analisi che prevedono prima di ogni cosa che la situazione venga fotografata oggettivamente per poi aprire una discussione basata su valutazioni incontestabili».
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