Sicurezza
Bimbi a scuola a piedi, via al progetto
Parte il primo “pedibus” a Vada, previsti due itinerari. Disposti percorsi pedonali appositi per le carovane di studenti
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VADA. Una corda spessa, di colore fluorescente, con grossi nodi a distanza di un metro l’uno dall’altro. Ogni nodo sarà la “postazione” di uno scolaro, che dovrà tenerlo stretto nella mano, così da seguire correttamente il percorso del bus. Che, questa volta, non sarà alimentato da carburante, ma invece dalle gambe veloci degli stessi scolari. In testa alla corda un “autista”, un collaboratore della Pro Loco di Vada che, chiaramente anche lui a piedi, guiderà il percorso e si occuperà di gestire i ragazzi.
Parte la settima prossima a Vada l’esperienza del “pedibus”. Un progetto che rientra nel Pums, il piano urbano della mobilità sostenibile che il Comune sta organizzando per le frazioni del territorio. Prima tappa di questo progetto è appunto il Pedibus, gestito dalla Pro Loco di Vada con la partecipazione dell’Arci e di Oxfam così da coinvolgere come volontari anche i profughi che sono ospiti nella zona.
«Abbiamo fatto - spiega l’assessore all’istruzione Veronica Moretti - un lavoro di pre-adesioni per capire quante famiglie fossero interessate al servizio. È stato un lavoro di raccordo con la Pro Loco, che coordinerà il servizio e gli autisti, oltre che con Arci, Oxfam e l’associazione Gaia Onida, che fornirà cappelli e pettorine». Le adesioni ci sono state, e così nei prossimi giorni una ventina di studenti che abitano a Vada saranno i primi a sperimentare lo scuolabus a piedi.
«Il progetto - spiega il presidente della Pro Loco vadese, Roberto Creatini - prevede due percorsi, uno lungo le strade della zona del Poggetto e l’altro che dal villaggio Fanfani farà la zona a mare del paese». Ambedue confluiranno alla scuola elementare Novaro, sul viale Italia. Ogni cordata, che effettuerà una serie di fermate per raccogliere tutti i piccoli alunni le cui famiglie hanno aderito al progetto, avrà in testa un socio della Pro Loco, mentre a metà e in fondo ci saranno i profughi che fanno capo ad Arci e Oxfam. Tutti, accompagnatori e studenti, avranno cappellini e pettorine con il logo del pedibus, così da essere facilmente riconoscibili.
«Il traino - spiega Creatini - avviene tramite una corda di iuta a cui i ragazzi si appigliano per seguire correttamente il percorso a piedi». Le stazioni di partenza sono una in via Leopoldo di Lorena e l’altra in via Pessagno, da dove i due percorsi del pedibus partiranno alle 7.40 e torneranno entro le 17.20, dopo aver seguito un percorso per raccoglire i bambini la mattina e riportarli indietro nel pomeriggio. L’amministrazione, per facilitare il passaggio delle carovane di bambini, sta istituendo - dove non sono presenti marciapiedi adatti - appositi percorsi pedonali nelle strade lungo cui si snoderà il pedibus (area Poggetto e zona a mare del paese), e sta sistemando una serie di specifici cartelli stradali che indicheranno i punti di raccolta del pedibus. «Per il momento - termina Moretti -, in via sperimentale, il servizio partirà tre giorni a settimana. Poi da gennaio il progetto dovrebbe essere attivo tutti i giorni della settimana».
Anna Cecchini
Parte la settima prossima a Vada l’esperienza del “pedibus”. Un progetto che rientra nel Pums, il piano urbano della mobilità sostenibile che il Comune sta organizzando per le frazioni del territorio. Prima tappa di questo progetto è appunto il Pedibus, gestito dalla Pro Loco di Vada con la partecipazione dell’Arci e di Oxfam così da coinvolgere come volontari anche i profughi che sono ospiti nella zona.
«Abbiamo fatto - spiega l’assessore all’istruzione Veronica Moretti - un lavoro di pre-adesioni per capire quante famiglie fossero interessate al servizio. È stato un lavoro di raccordo con la Pro Loco, che coordinerà il servizio e gli autisti, oltre che con Arci, Oxfam e l’associazione Gaia Onida, che fornirà cappelli e pettorine». Le adesioni ci sono state, e così nei prossimi giorni una ventina di studenti che abitano a Vada saranno i primi a sperimentare lo scuolabus a piedi.
«Il progetto - spiega il presidente della Pro Loco vadese, Roberto Creatini - prevede due percorsi, uno lungo le strade della zona del Poggetto e l’altro che dal villaggio Fanfani farà la zona a mare del paese». Ambedue confluiranno alla scuola elementare Novaro, sul viale Italia. Ogni cordata, che effettuerà una serie di fermate per raccogliere tutti i piccoli alunni le cui famiglie hanno aderito al progetto, avrà in testa un socio della Pro Loco, mentre a metà e in fondo ci saranno i profughi che fanno capo ad Arci e Oxfam. Tutti, accompagnatori e studenti, avranno cappellini e pettorine con il logo del pedibus, così da essere facilmente riconoscibili.
«Il traino - spiega Creatini - avviene tramite una corda di iuta a cui i ragazzi si appigliano per seguire correttamente il percorso a piedi». Le stazioni di partenza sono una in via Leopoldo di Lorena e l’altra in via Pessagno, da dove i due percorsi del pedibus partiranno alle 7.40 e torneranno entro le 17.20, dopo aver seguito un percorso per raccoglire i bambini la mattina e riportarli indietro nel pomeriggio. L’amministrazione, per facilitare il passaggio delle carovane di bambini, sta istituendo - dove non sono presenti marciapiedi adatti - appositi percorsi pedonali nelle strade lungo cui si snoderà il pedibus (area Poggetto e zona a mare del paese), e sta sistemando una serie di specifici cartelli stradali che indicheranno i punti di raccolta del pedibus. «Per il momento - termina Moretti -, in via sperimentale, il servizio partirà tre giorni a settimana. Poi da gennaio il progetto dovrebbe essere attivo tutti i giorni della settimana».
Anna Cecchini
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