Sicurezza
Abbattute le palme simbolo di Palazzi
di Manolo Morandini
Il punteruolo rosso colpisce a Cecina per la prima volta, casi accertati anche a Castagneto Carducci e San Vincenzo
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CECINA. Finisce un’epoca, se ne vanno le due palme, uccise senza pietà dall’assedio del punteruolo rosso all’ingresso del circolo Arci di San Pietro in Palazzi (nella foto). Il parassita sbarcato dall’Africa è il responsabile della strage silenziosa che va avanti da anni. Adesso è sbarcato a Cecina e miete vittime anche a Castagneto Carducci. Fino alla scorsa primavera sembrava essersi fermato a Rosignano. Un colpo da Ko, quello che condanna i due alberi a Palazzi. Segna la fine della tregua. L’abbattimento è stato deciso per una delle due palme, ma ci sono già i segni dell’attacco in corso sull’altra. A far tremare è anche il fronte che si è aperto a Marina di Castagneto, due gli alberi da abbattere nello storico viale delle Palme. Il nome dice tutto e dà la misura del pericolo in atto. Una delle immagini-simbolo potrebbe sparire nell’arco di una manciata di anni. Il parassita lo scorso anno si è manifestato anche a Montescudaio. Insomma, la nostra zona, ritenuta cuscinetto tra quelle a nord e a sud lungo la costa toscana dove la diffusione del punteruolo rosso c’è da anni, ormai è terra di conquista. Due i casi accertati a San Vincenzo e altrettanti quelli sospetti.
Continueremo a vedere le palme come le abbiamo viste da sempre lungo le strade e nei parchi? C’è speranza per quelle sul lungomare di Marina di Cecina che sono di una varietà diversa dalla palma delle Canarie che è la specie più sensibile all’attacco del parassita: oltre il 98% degli esemplari colpiti.
A Rosignano si lotta da tempo per arginare il parassita. Al momento sei sono le palme che sono state abbattute su suolo pubblico mentre altre quattro sono state potate radicalmente e disinfestate. Tra quest’ultime quelle davanti al Teatro Solvay. Ad oggi sono invece diciotto le palme, all’interno dei giardini privati, che risultano infettate dal coleottero. Ma i numeri variano con una rapidità impressionante.
«All’inizio ne è stata vista una che è stata colpita dal punteruolo rosso ma nell’arco di una settimana i sintomi si sono manifestati anche in quella a fianco». Così l’agronomo di Airone Green Center Giovanni Bolognesi descrive la situazione sul viale delle Palme a Marina di Castagneto. Che aggiunge: «Adesso che le temperature sono un po’ più rigide l’attività del punteruolo è rallentata, ma non è escluso che nelle prossime settimane si manifestino gli stessi sintomi dell’attacco in altre palme del viale».
Il parassita è particolarmente aggressivo. In Toscana lo scorso anno ha colpito oltre 1.400 piante, stando ai dati del Servizio fitosanitario regionale. Nel 2015 furono 1.667 le piante infette accertate. E il numero totale dall’inizio dell’infestazione nel dicembre 2010 in Lucchesia è oltre la soglia dei 5.000 esemplari.
Le sentenze di abbattimento sono già state emesse per le due palme infestate di Marina di Castagneto. Mentre a San Pietro in Palazzi si sta valutando se tentare di salvarne almeno una con interventi mirati di potatura e dei trattamenti specifici. L’abbattimento delle piante infestate deve essere fatto seguendo specifiche disposizioni per contrastare la diffusione del punteruolo rosso. Le norme sono state indicate dal Servizio fitosanitario regionale a cui devono essere segnalati i casi telefonando allo 0554385395. Il sintomo iniziale che l’attacco è in atto è lo sviluppo asimmetrico delle foglie all’apice della palma. Normalmente il pennacchio apicale è pressoché dritto e le foglie hanno le pinnule più o meno della stessa lunghezza. Evidenti dissimmetrie o parti secche possono far capire che è meglio controllare la pianta. I sintomi più evidenti possono essere: il rinvenimento di bozzoli simili a piccole noci di cocco allungante che vanno dai 3 ai 5 centimetri, le foglie verdi sulla parte alta della pianta che sono cadenti e tendono a prendere la forma di ombrello, il germoglio apicale che può disseccarsi e collassare, le foglie che alla base possono presentare dei fori. In caso di stadio avanzato la pianta attaccata dal coleottero emana un odore nauseabondo e si possono sentire dei rumori di rosicchiamento simili a quelli provocati dai tarli dei mobili.
Continueremo a vedere le palme come le abbiamo viste da sempre lungo le strade e nei parchi? C’è speranza per quelle sul lungomare di Marina di Cecina che sono di una varietà diversa dalla palma delle Canarie che è la specie più sensibile all’attacco del parassita: oltre il 98% degli esemplari colpiti.
A Rosignano si lotta da tempo per arginare il parassita. Al momento sei sono le palme che sono state abbattute su suolo pubblico mentre altre quattro sono state potate radicalmente e disinfestate. Tra quest’ultime quelle davanti al Teatro Solvay. Ad oggi sono invece diciotto le palme, all’interno dei giardini privati, che risultano infettate dal coleottero. Ma i numeri variano con una rapidità impressionante.
«All’inizio ne è stata vista una che è stata colpita dal punteruolo rosso ma nell’arco di una settimana i sintomi si sono manifestati anche in quella a fianco». Così l’agronomo di Airone Green Center Giovanni Bolognesi descrive la situazione sul viale delle Palme a Marina di Castagneto. Che aggiunge: «Adesso che le temperature sono un po’ più rigide l’attività del punteruolo è rallentata, ma non è escluso che nelle prossime settimane si manifestino gli stessi sintomi dell’attacco in altre palme del viale».
Il parassita è particolarmente aggressivo. In Toscana lo scorso anno ha colpito oltre 1.400 piante, stando ai dati del Servizio fitosanitario regionale. Nel 2015 furono 1.667 le piante infette accertate. E il numero totale dall’inizio dell’infestazione nel dicembre 2010 in Lucchesia è oltre la soglia dei 5.000 esemplari.
Le sentenze di abbattimento sono già state emesse per le due palme infestate di Marina di Castagneto. Mentre a San Pietro in Palazzi si sta valutando se tentare di salvarne almeno una con interventi mirati di potatura e dei trattamenti specifici. L’abbattimento delle piante infestate deve essere fatto seguendo specifiche disposizioni per contrastare la diffusione del punteruolo rosso. Le norme sono state indicate dal Servizio fitosanitario regionale a cui devono essere segnalati i casi telefonando allo 0554385395. Il sintomo iniziale che l’attacco è in atto è lo sviluppo asimmetrico delle foglie all’apice della palma. Normalmente il pennacchio apicale è pressoché dritto e le foglie hanno le pinnule più o meno della stessa lunghezza. Evidenti dissimmetrie o parti secche possono far capire che è meglio controllare la pianta. I sintomi più evidenti possono essere: il rinvenimento di bozzoli simili a piccole noci di cocco allungante che vanno dai 3 ai 5 centimetri, le foglie verdi sulla parte alta della pianta che sono cadenti e tendono a prendere la forma di ombrello, il germoglio apicale che può disseccarsi e collassare, le foglie che alla base possono presentare dei fori. In caso di stadio avanzato la pianta attaccata dal coleottero emana un odore nauseabondo e si possono sentire dei rumori di rosicchiamento simili a quelli provocati dai tarli dei mobili.
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