La protesta
Unione, cambia lo statuto Signorini attacca Neri
La minoranza di Riparbella vota contro e accusa il sindaco di aver cambiato idea «In campagna elettorale lo chiamava carrozzone, ora invece vuol restare»
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RIPARBELLA. Il consiglio dell’Unione dei colli marittimi pisani ha votato la modifica dello statuto. Di fatto una cura dimagrante del coordinamento, al quale restano in carico solo 4 delle funzioni precedenti: la protezione civile, la pianificazione del territorio, la gestione associata dell’acqua e dei rifiuti. Il consiglio dell’Ucmp si è svolto a Castellina Marittima, alla presenza dei comuni rimasti all’interno dell’Unione: Castellina, Riparbella e Montescudaio. La modifica sarà in vigore dal primo gennaio 2018, quando tutte le altre funzioni associate torneranno di competenza dei singoli comuni. Una scelta che il presidente dell’Unione, Salvatore Neri, sindaco di Riparbella, ha motivato con la necessità di rendere più agile la struttura senza però perderne i benefici.
Scelta bocciata dalla rappresentante della minoranza di Riparbella, Fiorella Signorini, la quale attacca il sindaco Neri per «essersi allontanato dalle certezze inconsapevoli propagandate in campagna elettorale. È dovere dell’opposizione - dice - sottolineare il comportamento incoerente messo in atto dalla nuova amministrazione. La campagna elettorale della lista Siamo Riparbella è stata improntata in larga parte sulla volontà di uscire dall’Unione; il sindaco e gli attuali consiglieri di maggioranza si sono profusi in riunioni con la cittadinanza, comizi, commenti sui social e articoli sui giornali. “L’Unione dei Comuni è un carrozzone dal quale possiamo uscire (…) senza i cataclismi minacciati da chi, dopo averla imposta senza consultare i cittadini, l’ha sempre venduta come la soluzione a tutti i problemi”, tuonava Neri. In particolare, il folkloristico termine “carrozzone” è risuonato nelle case di tutti gli abitanti di Riparbella, la maggior parte dei quali ha riposto la sua fiducia in Neri, attratta da uno slogan di effetto, ma, purtroppo, poco realistico. Governare - attacca Signorini - è molto più difficile che stare all’opposizione. Per questo noi di Viviamo Riparbella eravamo stati più cauti durante la campagna elettorale, mostrando una posizione possibilista rispetto all’Unione, pronti a fare le dovute valutazioni solo dopo aver effettivamente calcolato i costi e i benefici di un’eventuale uscita. Conosciamo bene i limiti dell’Unione, ma sappiamo altrettanto bene che Riparbella, per il momento, non può rinunciare ai benefici economici derivanti da essa e, per questo, non ci siamo mai sbilanciati nell’uno e nell’altro senso. E ora diciamo no alla modifica dello statuto proprio perché incoerente. E oltre tutto il processo inverso comporterà un consumo di energie per ottenere il risultato al 31 dicembre».
Scelta bocciata dalla rappresentante della minoranza di Riparbella, Fiorella Signorini, la quale attacca il sindaco Neri per «essersi allontanato dalle certezze inconsapevoli propagandate in campagna elettorale. È dovere dell’opposizione - dice - sottolineare il comportamento incoerente messo in atto dalla nuova amministrazione. La campagna elettorale della lista Siamo Riparbella è stata improntata in larga parte sulla volontà di uscire dall’Unione; il sindaco e gli attuali consiglieri di maggioranza si sono profusi in riunioni con la cittadinanza, comizi, commenti sui social e articoli sui giornali. “L’Unione dei Comuni è un carrozzone dal quale possiamo uscire (…) senza i cataclismi minacciati da chi, dopo averla imposta senza consultare i cittadini, l’ha sempre venduta come la soluzione a tutti i problemi”, tuonava Neri. In particolare, il folkloristico termine “carrozzone” è risuonato nelle case di tutti gli abitanti di Riparbella, la maggior parte dei quali ha riposto la sua fiducia in Neri, attratta da uno slogan di effetto, ma, purtroppo, poco realistico. Governare - attacca Signorini - è molto più difficile che stare all’opposizione. Per questo noi di Viviamo Riparbella eravamo stati più cauti durante la campagna elettorale, mostrando una posizione possibilista rispetto all’Unione, pronti a fare le dovute valutazioni solo dopo aver effettivamente calcolato i costi e i benefici di un’eventuale uscita. Conosciamo bene i limiti dell’Unione, ma sappiamo altrettanto bene che Riparbella, per il momento, non può rinunciare ai benefici economici derivanti da essa e, per questo, non ci siamo mai sbilanciati nell’uno e nell’altro senso. E ora diciamo no alla modifica dello statuto proprio perché incoerente. E oltre tutto il processo inverso comporterà un consumo di energie per ottenere il risultato al 31 dicembre».
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