Sicurezza
L’ascensore “fantasma” guasto da vent’anni
Castelnuovo, realizzato su richiesta dei cittadini tra piazza e ingresso del paese Non ha mai funzionato e uno degli ingressi è stato bloccato con una sbarra
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CECINA. Realizzato vent’anni fa, non è mai entrato correttamente in funzione. Nonostante rappresenti un impianto fondamentale per gli spostamenti dei residenti, soprattutto per le persone anziane, ma anche per le mamme che devono muoversi con i passeggini. Fatto sta che la gente del paese, ormai da anni fa finta che quell’ascensore non esista neppure.
Siamo a Castelnuovo della Misericordia, nel centro del paese collinare. A lato di piazza Gramsci corre via delle Casette. Proprio su questa strada, sulla destra, lungo il marciapiedi c’è una porta in metallo, di un rosso ormai scolorito. Nel mezzo una finestrella verticale. È l’ingresso dell’ascensore che da piazza Gramsci dovrebbe trasportare cittadini e turisti al piano inferiore, ossia davanti all’ex cinema parrocchiale. Qui, una rampa (oltre che alcuni scalini) scende velocemente al parcheggio sottostante, in via falcone e Borsellino.
Il fatto è che quell’ascensore, come sottolineano i residenti, di fatto non è mai stato utilizzabile. Perché si è guastato talmente tante volte da rappresentare un pericolo per la popolazione che, temendo un utilizzo improprio soprattutto da parte di bambini e ragazzi che giocano sulle strade del paese, ha preferito bloccare gli ingressi. Come dimostra la spessa sbarra di ferro sistemata per bloccare la porta dell’ascensore che dovrebbe aprirsi sul parcheggio di via Falcone e Borsellino, ossia l’area di sosta più ampia della frazione, dove anche i residenti sono soliti sistemare le loro automobili per poi accedere alla porzione centrale del paese.
«Alla fine degli anni Novanta - ricorda Claudio Ceccanti, residente di Castelnuovo che in quel periodo è stato presidente del Consiglio di frazione locale - abbiamo richiesto al Comune di realizzare questo impianto. Una richiesta avanzata più volte, in modo da facilitare il trasferimento dalla piazza all’area sottostante non solo per le persone con difficoltà di deambulazione, ma anche per i residenti e per i turisti che vengono a visitare il paese e che di solito parcheggiano nell’apposita area di via Falcone e Borsellino».
«L’ascensore era fondamentale - ricorda Riccardo Franchi, anche lui membro del Cdf alla fine degli anni Novanta - ed è per questo che abbiamo insistito perché venisse realizzato». Un’insistenza che è stata premiata. «L’edificio all’interno del quale è stato realizzato l’ascensore - prosegue Ceccanti - è di proprietà della parrocchia. Sulla base di un accordo, il Comune ha ottenuto l’utilizzo del passaggio e ha realizzato l’impianto, ormai circa venti anni fa».
Una facilitazione per gli spostamenti a piedi di residenti e visitatori che però ha avuto vita breve. «Prima ci avevano messo un montacarichi - spiega Ceccanti - che era sempre guasto e dava problemi di gestione soprattutto con la brutta stagione. Poi è stato sostituito con l’ascensore, che ha funzionato a singhiozzo, per poi bloccarsi ormai anni fa. Nessuno lo ha mai sistemato, tanto è vero che l’ingresso sul versante del parcheggio è stato bloccato, per evitare che qualcuno possa aprirlo e magari farsi male».
A vent’anni dalla realizzazione, la richiesta dei residenti è quella di riavviare l’ascensore e procedere con una regolare manutenzione.
Anna Cecchini
Siamo a Castelnuovo della Misericordia, nel centro del paese collinare. A lato di piazza Gramsci corre via delle Casette. Proprio su questa strada, sulla destra, lungo il marciapiedi c’è una porta in metallo, di un rosso ormai scolorito. Nel mezzo una finestrella verticale. È l’ingresso dell’ascensore che da piazza Gramsci dovrebbe trasportare cittadini e turisti al piano inferiore, ossia davanti all’ex cinema parrocchiale. Qui, una rampa (oltre che alcuni scalini) scende velocemente al parcheggio sottostante, in via falcone e Borsellino.
Il fatto è che quell’ascensore, come sottolineano i residenti, di fatto non è mai stato utilizzabile. Perché si è guastato talmente tante volte da rappresentare un pericolo per la popolazione che, temendo un utilizzo improprio soprattutto da parte di bambini e ragazzi che giocano sulle strade del paese, ha preferito bloccare gli ingressi. Come dimostra la spessa sbarra di ferro sistemata per bloccare la porta dell’ascensore che dovrebbe aprirsi sul parcheggio di via Falcone e Borsellino, ossia l’area di sosta più ampia della frazione, dove anche i residenti sono soliti sistemare le loro automobili per poi accedere alla porzione centrale del paese.
«Alla fine degli anni Novanta - ricorda Claudio Ceccanti, residente di Castelnuovo che in quel periodo è stato presidente del Consiglio di frazione locale - abbiamo richiesto al Comune di realizzare questo impianto. Una richiesta avanzata più volte, in modo da facilitare il trasferimento dalla piazza all’area sottostante non solo per le persone con difficoltà di deambulazione, ma anche per i residenti e per i turisti che vengono a visitare il paese e che di solito parcheggiano nell’apposita area di via Falcone e Borsellino».
«L’ascensore era fondamentale - ricorda Riccardo Franchi, anche lui membro del Cdf alla fine degli anni Novanta - ed è per questo che abbiamo insistito perché venisse realizzato». Un’insistenza che è stata premiata. «L’edificio all’interno del quale è stato realizzato l’ascensore - prosegue Ceccanti - è di proprietà della parrocchia. Sulla base di un accordo, il Comune ha ottenuto l’utilizzo del passaggio e ha realizzato l’impianto, ormai circa venti anni fa».
Una facilitazione per gli spostamenti a piedi di residenti e visitatori che però ha avuto vita breve. «Prima ci avevano messo un montacarichi - spiega Ceccanti - che era sempre guasto e dava problemi di gestione soprattutto con la brutta stagione. Poi è stato sostituito con l’ascensore, che ha funzionato a singhiozzo, per poi bloccarsi ormai anni fa. Nessuno lo ha mai sistemato, tanto è vero che l’ingresso sul versante del parcheggio è stato bloccato, per evitare che qualcuno possa aprirlo e magari farsi male».
A vent’anni dalla realizzazione, la richiesta dei residenti è quella di riavviare l’ascensore e procedere con una regolare manutenzione.
Anna Cecchini
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