Il Tirreno

IL COUNSELOR  

«I bimbi creano sperimentando la noia»

«I bimbi creano sperimentando la noia»

Angelo Liuzzi, nello staff del ludobosco “Jambo”: «Non disturbate i sognatori»

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CECINA. Cosa fa un counselor con i bambini? Angelo Liuzzi, 43 anni, fotografo professionista e counselor, fa parte dello staff del ludobosco Jambo, la ludoteca che si ispira ai principi dell’asilo nel bosco aperta da poco al Paratino. Buona parte degli oggetti e giochi in legno l’ha creata con le sue mani, artigianalmente: il cerchio della sabbia, i tronchi del giardino dei sognatori, le altalene... «Questo non è un asilo - premette Liuzzi - ma una ludoteca, che noi abbiamo chiamato ludobosco, dove abbiamo un giardino che cerchiamo di vivere come se fossimo in un bosco, e in cui pian piano stiamo inserendo l’orto, gli animali... in cui costruirò un giardino sospeso. Qui - mostra Liuzzi all’interno del cerchio dei tronchi - ci sediamo coi bambini per sbucciare e mangiare la frutta. E raccontarci le favole. I bimbi vengono a prendersi la frutta, poi danno le bucce alle galline. Ma non ci sono obblighi: i bambini devono essere liberi di sperimentare la loro noia per poter creare. Noi giochiamo con loro. Ecco, questa è la chiave: per stare qui ti deve piacere stare con i bambini, giocare, sporcarti, loro si arrampicano, si rotolano nel fieno, danno da mangiare alle galline». I bambini stanno all’aperto: sotto la veranda c’è una fila colorata di stivaletti di gomma. Come quelli che usa Peppa Pig per saltare nelle pozzanghere... «Che cosa si fa dentro? - sorride Liuzzi - ci si annoia! Aspettiamo che piova per vestirci e andare nelle pozzanghere a fare i salti. Ci si ribalta nella mota, abbiamo tre o quattro cambi. I genitori che portano qui i bambini lo sanno. Se poi il bambino vuole stare dentro, stiamo con lui. Ma in generale tutti vogliono giocare fuori. E non si ammalano, perché stando all’aperto si fortificano».

Il ludobosco Jambo, diretto da Chantal Zingoni, insegnante, ha uno staff di educatori, arteterapisti e counselor. Punto di riferimento l’asilo nel bosco di Paolo Mai e pedagogisti come Donald Winnicott (teorizzatore della coperta di Linus, ovvero l’oggetto transizionale). «Per noi ci sono tre punti fermi - sintetizza Liuzzi -: la vita all’aria aperta, il gioco come esperienza e quindi apprendimento, il rapporto con le emozioni. Il mio è un approccio teatrale. La cosa fondamentale è entrare in sintonia col bambino, lasciarlo libero, fare in modo che sviluppi la propria personalità: tra quelli che abbiamo qui a Jambo ce n’è uno che quando è arrivato non si inseriva, aveva difficoltà, ma è già molto cambiato. Se due bambini si picchiano e non interviene un adulto di solito la cosa si sistema da sola. Lo stesso vale quando mangiamo, da soli i bambini si autoregolano». Liuzzi organizza anche attività per i ragazzi più grandi (con i quali ha maturato un’esperienza di campi estivi a Bibbona): nel giardino del ludobosco, accanto al cerchio dei tronchi, si fanno arti marziali, venerdì 17 cominceranno i corsi musicali di batteria e percussioni tenuti da Rolando Cappanera. Mentre il 22 novembre prenderà il via il corso di yoga con Renzo Marconi.

Maria Meini

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