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Geotermia, stop in tre mosse petizione e voto in consiglio
GUARDISTALLO. Tre passi per chiudere i confini amministrativi a impianti geotermici. È la strategia messa in piedi dall’amministrazione di Guardistallo sulla scia dei mal di pancia che si...
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GUARDISTALLO. Tre passi per chiudere i confini amministrativi a impianti geotermici. È la strategia messa in piedi dall’amministrazione di Guardistallo sulla scia dei mal di pancia che si accompagnano ai progetti di ricerca autorizzati in Alta e Bassa Val di Cecina. Il sindaco Sandro Ceccarelli è netto: «In un territorio come il nostro che vive di agricoltura e agriturismo prevedere impianti di quel genere sarebbe un suicidio per l’economia locale». In mano ha il volantino che in questi giorni circola per le strade del borgo. Nel titolo c’è l’essenza del messaggio: “No alla geotermia a Guardistallo”.
I cittadini sono invitati a firmare la petizione al sindaco, affinché venga inviata alla Regione Toscana una delibera per dire no a trivellazioni, sondaggi e all’installazione di impianti a Guardistallo. A promuoverla è il comitato Insieme per Guardistallo, presieduto da Monica Neri. «Le firme sono un’occasione per sensibilizzare i cittadini. Si raccolgono in piazza del Plebiscito tutti i giovedì, sabato e domenica dalle ore 9 alle 13 – dice Ceccarelli –. La raccolta terminerà il 27 novembre e sarà la base per dare il mandato alla giunta di proporre un ordine del giorno al consiglio comunale in cui sia espressa la contrarietà della nostra comunità a ipotesi di sfruttamento dell’energia geotermica nel territorio di Guardistallo. Atto che sarà inviato alla Regione». Ma il sindaco coglie l’occasione anche per togliersi un sassolino dalla scarpa. «Perché chi oggi si agita contro i progetti di ricerca e sfruttamento della geotermia nella nostra zona nel 2011 è stato zitto?», si chiede. La risposta che si dà è politica: «In quegli anni in Regione e in Comune le amministrazioni avevano lo stesso colore politico e chissà che il silenzio non sia stato figlio di un ordine di scuderia». In particolare, c’è il progetto di ricerca rilasciato alla Geothermics Italy Srl di Bolzano che si chiama Guardistallo ma con il territorio amministrato da Ceccarelli non ha niente a che spartire. «Si tratta di un’autorizzazione per la ricerca che insiste nei confini di Montecatini Val di Cecina».
Il terzo passo è un’altra delibera consiliare, sempre su proposta della giunta per chiedere alla Regione l’abolizione delle aree non idonee (Ani), ovvero quelle aree del territorio che il Comune non ritiene adatte allo sfruttamento geotermico. «Non servono e rischiano di creare zona di serie A e altre di serie B all’interno degli stessi confini amministrativi».
I cittadini sono invitati a firmare la petizione al sindaco, affinché venga inviata alla Regione Toscana una delibera per dire no a trivellazioni, sondaggi e all’installazione di impianti a Guardistallo. A promuoverla è il comitato Insieme per Guardistallo, presieduto da Monica Neri. «Le firme sono un’occasione per sensibilizzare i cittadini. Si raccolgono in piazza del Plebiscito tutti i giovedì, sabato e domenica dalle ore 9 alle 13 – dice Ceccarelli –. La raccolta terminerà il 27 novembre e sarà la base per dare il mandato alla giunta di proporre un ordine del giorno al consiglio comunale in cui sia espressa la contrarietà della nostra comunità a ipotesi di sfruttamento dell’energia geotermica nel territorio di Guardistallo. Atto che sarà inviato alla Regione». Ma il sindaco coglie l’occasione anche per togliersi un sassolino dalla scarpa. «Perché chi oggi si agita contro i progetti di ricerca e sfruttamento della geotermia nella nostra zona nel 2011 è stato zitto?», si chiede. La risposta che si dà è politica: «In quegli anni in Regione e in Comune le amministrazioni avevano lo stesso colore politico e chissà che il silenzio non sia stato figlio di un ordine di scuderia». In particolare, c’è il progetto di ricerca rilasciato alla Geothermics Italy Srl di Bolzano che si chiama Guardistallo ma con il territorio amministrato da Ceccarelli non ha niente a che spartire. «Si tratta di un’autorizzazione per la ricerca che insiste nei confini di Montecatini Val di Cecina».
Il terzo passo è un’altra delibera consiliare, sempre su proposta della giunta per chiedere alla Regione l’abolizione delle aree non idonee (Ani), ovvero quelle aree del territorio che il Comune non ritiene adatte allo sfruttamento geotermico. «Non servono e rischiano di creare zona di serie A e altre di serie B all’interno degli stessi confini amministrativi».
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