Il Tirreno

Sos piccioni: «Puliremo di più ma non basta»

di Leondina Marulli
Sos piccioni: «Puliremo di più ma non basta»

Dopo la protesta dei residenti la replica del Comune. «I cittadini installino dei dissuasori» 

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CECINA. Il giorno dopo la protesta dei commercianti di viale Marconi, letteralmente invasi dai piccioni e dai loro escrementi, l’amministrazione comunale cerca di dare una risposta al problema.

Una risposta che, tuttavia, ha l’aria di essere una soluzione tampone e non definitiva né risolutiva del disagio che vivono quotidianamente i commercianti, costretti a provvedere autonomamente alla pulizia dei marciapiedi dove insistono le attività commerciali. Marciapiedi la cui pulizia è di competenza comunale, un servizio in affidamento a Rea ma che, ad oggi, viene svolto dai titolari dei negozi anche se “cercheremo di intensificare e di aumentare i passaggi di pulizia e farne almeno uno a settimana”, dichiara l’assessore all’Ambiente Giuseppe Costantino, “considerando che non si tratta di un semplice spazzamento ma di una pulizia più approfondita”.

“Decoro e pulizia” è quello che chiedono i commercianti del centro, in particolare di viale Marconi, spesso vittime, al pari dei clienti, della caduta degli escrementi dall’alto e stanchi della situazione al punto di aver già informato l’Ufficio Ambiente attraverso l’invio di diverse lettere. “Il Comune di Cecina, con ordinanza sindacale n. 42 del 24/10/2008 ha dato disposizioni in merito al divieto di somministrazione alimenti ai piccioni in ambito urbano – si legge nella risposta fornita dall’Ufficio Ambiente e datata 19 ottobre – e l’obbligo per i proprietari di edifici situati in ambito urbani di mantenere pulite da guano o piccioni morti le aree private sottostanti, i fabbricati e le strutture interessate dalla presenza dei piccioni. A tal fine, dal proprietario possono essere installati dissuasori sui punti di posa e adeguate reti antintrusione a chiusura selettiva delle cavità riproduttive”.

Un’ordinanza che lascia la facoltà ai proprietari degli immobili di provvedere, o meno, all’installazione di dissuasori, che siano aghi o reti capaci di evitare la nidificazione e lo stazionamento. «Gli interventi di rimozione e pulizia del guano deposto sui marciapiedi pubblici effettuati in passato dal Comune di Cecina, si sono dimostrati inefficaci in quanto, dopo pochi giorni, il guano era nuovamente presente – si legge ancora nella risposta dell’Ufficio Ambiente – perché i piccioni continuavano a stazionare sul fabbricato privato limitrofo».

Interventi di pulizia che inevitabilmente si sono dimostrati, e continuano a dimostrarsi, inefficaci alla risoluzione del problema che richiede un intervento a monte, una pianificazione strutturale sugli edifici, sia pubblici che privati, e che un’ordinanza, dettata da motivi igienico-sanitari, che obblighi i proprietari degli edifici a prendere misure capaci di allontanare una volta per tutte i piccioni che attualmente stazionano sugli edifici, potrebbe garantire.

Le istanze dei commercianti hanno necessariamente un risvolto pubblico, considerato inoltre che la specie di piccioni presenti nel territorio comunale è assimilata alla fauna selvatica e, in quanto tale, considerata protetta.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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