Attenzione
Il ludobosco: «Aiutami a imparare da solo»
Chantal Zingoni, 42 anni, un passato da pallavolista e un presente da insegnante d’asilo ed elementare, ha coronato il suo sogno
CECINA. Chantal Zingoni, 42 anni, di Bibbona, ha due figli di 9 e 11 anni, un passato da pallavolista e un presente da insegnante d’asilo ed elementare. Ha lavorato in strutture pubbliche e private. Dal 9 ottobre è la titolare del ludobosco Jambo, in via della Macchia al Paratino: una ludoteca che si ispira ai criteri dell’asilo nel bosco. Vita all’aria aperta, educazione montessoriana al motto di “Aiutami ad imparare da solo”. «Nel 2016, alla materna Fogazzaro di Cecina - racconta Chantal - ho conosciuto Bruna Presti, una maestra innamorata dell’asilo nel bosco. È grazie a lei che ho capito quello che volevo fare, era il mio sogno avere una piccola polis in cui accogliere i bambini e i loro genitori in un ritorno alle origini in cui sentire con tutti e 5 i sensi, nella consapevolezza delle necessità dei piccoli». A fine maggio Chantal ha seguito il corso di formazione di Paolo Mai, a Marina di Cecina. «Ho capito che era quello che volevo fare - continua Chantal - e mi sono messa subito alla ricerca di un posto adatto dove aprire un asilo nel bosco. Sono andata a parlare col sindaco Samuele Lippi, che è stato subito favorevole, e con l’Asl. Quando ho saputo che il Cucciolo chiudeva mi sono attivata, ma non ho avuto le chiavi fino alla fine di settembre. Il 9 ottobre abbiamo aperto. È stata una faticaccia ma il risultato è bellissimo: 24 iscritti su 32 posti. Questo è stato possibile grazie al sostegno della mia famiglia e della maestra e amica Elisabetta Cecconi». Chantal si avvale di altre educatrici, come Veronica Giannelli, e tra i collaboratori del counselor Angelo Liuzzi. Mentre per la mensa si affida a Rosy Zummo. La struttura è aperta dalla mattina alle 19,30 e si rivolge a bambini da 6 mesi a 6 anni. Mentre nel pomeriggio apre anche a ragazzi più grandi, fino a 12 anni. «Non ho voluto un asilo accreditato - dice Chantal Zingoni - perché altrimenti non avremmo potuto seguire i nostri progetti: noi facciamo quasi tutto all’aria aperta, con le balle di fieno, la sabbia, l’orto...» Ma tiene a precisare che non è una struttura no vax. «Chi sceglie Jambo - dice - non lo fa per i vaccini, ma per il progetto e le idee che proponiamo».
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