Sicurezza
Educazione all’aperto all’agrinido
di Maria Meini
La presidente della coop 44 Gatti «Abbiamo cominciato già 5 anni fa»
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CECINA. Il boom degli asili nel bosco e dell’educazione all’aperto non nasce adesso: Monica Creatini, alla guida della cooperativa sociale 44 Gatti, rivendica un’esperienza pilota nata 5 anni fa con il “suo” naturalnido, o agrinido, di Collemezzano. E mette in guardia: «Le contraddizioni nella legge sull’obbligo vaccinale - dice - spingono alla nascita di centri ludici e commerciali che non danno continuità didattica. Nessuna critica al progetto di asilo nel bosco, solo l'intento di chiarire bene la differenza tra servizio educativo e non, tra scuola e attività ludica». Creatini è presidente della 44 Gatti, una delle maggiori realtà private non religiose che da anni operano nel settore educativo all’infanzia nella nostra zona. Si dichiara favorevole alle nuove tendenze educative. Ma per lei non rappresentano una novità. «Il nostro naturalnido - dice - nasce 5 anni fa, come primo progetto sul territorio di "educazione all'aria aperta" e nasce come servizio educativo in contesto domiciliare, per poi crescere e diventare nido d'infanzia. In ambedue i casi si parla di servizi educativi: il personale è qualificato, ha una formazione costante e continuativa, il progetto viene realizzato in team e si avvale della collaborazione di personale esterno qualificato: psicologa, psicomotricista, musicoterapeuta, insegnante di yoga ecc». Creatini insiste sulla differenza tra proposta educativa e attività ludica. «La recente sentenza sull'obbligo vaccinale ha creato un situazione contraddittoria riguardo ai servizi per la prima infanzia - dice -: da una parte la Regione Toscana incoraggia i servizi educativi, dall'altra con l'allontanamento (anche se forse in tempi non brevi) dei non vaccinati, consente il diffondersi di servizi prevalentemente ludici, come centri gioco, baby parking, ludoteche ecc...»
Come ha scelto di collocarsi la 44 Gatti?
«La 44 Gatti ha cercato di puntare sulla qualità con il riconoscimento di servizi educativi: due scuole dell'infanzia, Palazzi (con sezione bilingue) e da quest'anno Cecina (con progetto di propedeutica psicomotoria in collaborazione con il Kodokan), un servizio integrato 0/6, una sezione primavera, un nido d'infanzia (naturalnido) che si differenzia da altri centri outdoor in quanto servizio educativo che comporta una serie di condizioni a livello progettuale, professionale e strutturale non richieste per i servizi non educativi. Tutti i nostri servizi sono monitorati costantemente attraverso il controllo della qualità e coordinati pedagogicamente dalla dottoressa Mirella Fedeli. Abbiamo comunque mantenuto due servizi ludici, che ipoteticamente potrebbero accogliere bambini non vaccinati, ma non ne abbiamo avuto richiesta: tuttavia per gli stessi garantiamo un progetto e personale qualificato con esperienza e che partecipa alla formazione professionale».
Il vostro agrinido si ispira al progetto bosco?
«Il nostro naturalnido, come ho detto, è nato 5 anni fa ed è cresciuto in spazi e iscritti: è situato in unposto fantastico e storicamente importante, con caratteristiche uniche e particolari che si estendono dalla natura all'apprendimento musicale. Abbiamo, animali, orto didattico, piscina, organizziamo incontri e laboratori coi genitori. Attiveremo il servizio aperto "Le favole in fattoria", storie inventate dai bambini della scuola dell'infanzia e rappresentate dagli animatori nel parco della fattoria. Abbiamo in programma anche una visita alla scuolina di Nibbiaia. L’asilo nel bosco credo sia un progetto di ottima valenza (anche il nostro personale ha partecipato alla formazione) purché non diventi un sistema per aggirare la legge sui vaccini: la scelta di ogni genitore deve essere libera e consapevole anche della differenza tra un servizio e l'altro, considerando che la fascia d'età 3/6 che non frequenta una scuola dell'infanzia legalmente riconosciuta si preclude la possibilità e il diritto di far parte di un sistema educativo territoriale che include condivisione e continuità educativa».
Come ha scelto di collocarsi la 44 Gatti?
«La 44 Gatti ha cercato di puntare sulla qualità con il riconoscimento di servizi educativi: due scuole dell'infanzia, Palazzi (con sezione bilingue) e da quest'anno Cecina (con progetto di propedeutica psicomotoria in collaborazione con il Kodokan), un servizio integrato 0/6, una sezione primavera, un nido d'infanzia (naturalnido) che si differenzia da altri centri outdoor in quanto servizio educativo che comporta una serie di condizioni a livello progettuale, professionale e strutturale non richieste per i servizi non educativi. Tutti i nostri servizi sono monitorati costantemente attraverso il controllo della qualità e coordinati pedagogicamente dalla dottoressa Mirella Fedeli. Abbiamo comunque mantenuto due servizi ludici, che ipoteticamente potrebbero accogliere bambini non vaccinati, ma non ne abbiamo avuto richiesta: tuttavia per gli stessi garantiamo un progetto e personale qualificato con esperienza e che partecipa alla formazione professionale».
Il vostro agrinido si ispira al progetto bosco?
«Il nostro naturalnido, come ho detto, è nato 5 anni fa ed è cresciuto in spazi e iscritti: è situato in unposto fantastico e storicamente importante, con caratteristiche uniche e particolari che si estendono dalla natura all'apprendimento musicale. Abbiamo, animali, orto didattico, piscina, organizziamo incontri e laboratori coi genitori. Attiveremo il servizio aperto "Le favole in fattoria", storie inventate dai bambini della scuola dell'infanzia e rappresentate dagli animatori nel parco della fattoria. Abbiamo in programma anche una visita alla scuolina di Nibbiaia. L’asilo nel bosco credo sia un progetto di ottima valenza (anche il nostro personale ha partecipato alla formazione) purché non diventi un sistema per aggirare la legge sui vaccini: la scelta di ogni genitore deve essere libera e consapevole anche della differenza tra un servizio e l'altro, considerando che la fascia d'età 3/6 che non frequenta una scuola dell'infanzia legalmente riconosciuta si preclude la possibilità e il diritto di far parte di un sistema educativo territoriale che include condivisione e continuità educativa».
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