Sicurezza
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Crisi di bilancio As attacca Bandini
SAN VINCENZO. Andamento negativo nella tempestività dei pagamenti nonostante l'utilizzo delle anticipazioni di tesoreria e della Cassa depositi e prestiti; ingente importo delle fatture ancora da...
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SAN VINCENZO. Andamento negativo nella tempestività dei pagamenti nonostante l'utilizzo delle anticipazioni di tesoreria e della Cassa depositi e prestiti; ingente importo delle fatture ancora da pagare; scarse entrate; necessità di adeguare il fondo crediti e richieste di variazioni in aumento delle spese: così il Comune di San Vincenzo, col provvedimento sindacale numero 62 del 16 ottobre scorso a firma del sindaco Alessandro Bandini, ha annunciato la propria crisi di bilancio. Nel documento, il primo cittadino cita l'incontro del 12 ottobre tra i membri della giunta comunale circa lo stato finanziario dell'ente al 30 settembre 2017 come descritto dal responsabile dei servizi finanziari. Di fronte a questa difficile situazione, Bandini ha disposto il blocco degli impegni di spesa fino al 15 novembre «e comunque – si legge – fino all'approvazione della necessaria variazione di bilancio, tenendo comunque conto dell'esigenza primaria di evitare interruzioni dei servizi essenziali rivolti ai cittadini». La crisi finanziaria del Comune provoca la reazione della lista di minoranza Assemblea sanvincenzina (As). «Il Comune – afferma As - non può più pagare le fatture. Una crisi di bilancio profonda, gravissima e ingiustificabile, da ricondursi a cause puramente amministrative. La giunta Bandini ha perso il controllo dei servizi essenziali e delle relative società partecipate. L'Asiu è sparita lasciando un debito enorme che rischia di riversarsi sui Comuni soci, e col passaggio a Sei Toscana le tariffe sono aumentate assieme ai problemi. I crediti che il Comune vantava nei confronti di Asiu immaginiamo quale fine possano fare e la situazione dei pagamenti a Sei Toscana è critica. Con Asa, i crediti che il Comune vanta per il canone del servizio non sono mai stati riscossi e in parte sono stati malamente compensati. Gli impegni di spesa verso la Parchi Val di Cornia pare non siano stati onorati. Ad aggravare la situazione – prosegue la minoranza -, le solite vecchie storie. Le penali mai richieste per il ritardo nell'esecuzione delle opere del porto, i parcheggi pubblici presso il Garden Club, l'Area feste concessa al Pd dietro pagamento di 2.700 euro l'anno di Cosap e molti beni pubblici svenduti». Per As sono troppi gli errori dell'amministrazione, come le spese sostenute per progettazioni, incarichi esterni e ricorsi legali con condanne e spese per il Comune, l'aver avviato opere pubbliche senza avere soldi e l'iscrizione a bilancio di cospicui introiti per oneri d'urbanizzazione con il mercato immobiliare al palo. «Una responsabilità gravissima aver aggravato fino a questo punto la sofferenza finanziaria – conclude As - solo per mantenere livelli di spesa ingiustificabili a danno delle finanze comunali. I nodi sono arrivati al pettine e i cittadini pagheranno a caro prezzo».
Paolo Federighi
Paolo Federighi
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